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giovedì 18 dicembre 2008

RACCONTO-FOMENTO

Ragazzi riporto il resoconto della Maratona di Reggio Emilia 2008 di "uno di noi".
A me ha fomentato, tant'è che ieri sera invece di andarmi a fare una CL ho improvvisato delle rip. lunghe in salita lì alla pista ciclabile...

Appena potete dedicategli 5', immedesimatevi nel personaggio e vedrete che solamente "uno di noi" può apprezzarne le sensazioni provate!

Buona lettura!

Premessa:
Questo report è lungo e noioso. Ma mi sento in dovere verso il NG di
scriverlo, perchè a me leggervi è piaciuto un sacco e mi ha aiutato. Nel
mio cuore, spero che quello che sto per scrivere possa provocare lo
stesso piacere in qualcun altro...

Reggio Emilia, 14/12/2008, ore 8.00
Finalmente dopo una lunga preparazione (qualcuno di voi ricorderà circa
tre mesi fa quando chiedevo aiuto per impostare una "tabella" di
allenamento) arriva il grande giorno dell'esordio.
L'obiettivo dichiarato è ambizioso: 3 ore, e sinceramente ho una paura
terribile di non farcela. La mia inseperienza non mi permette di avere
una chiara percezione del giusto ritmo da tenere per non incontrare il
fatidico "muro", l'unica corsa su questa distanza che ho fatto era
un'ecomaratona dove il discorso è completamente diverso (si mangia, si
cammina, ci sono salite e discesa...) e quei pochi lunghi in allenamento
non sono mai stati poi così lunghi (32-33 km) e la sensazione di
difficoltà a tenere il ritmo negli ultimi km è sempre stata terribile.
Da inguaribile ottimista ho sempre cercato di interpretare questi
segnali con una serie di alibi tipo in allenamento parto già stanco, non
pienamente alimentato, senza il fattore gara e nei miei lunghi c'era
sempre un discreto dislivello... Ma adesso che è ora di partire, tutti
questi alibi tendono a crollare! Meglio non pensarci, è ora della gara.

Ma mentre aspetto nervosamente l'ora X, la mia testa non può fare altro
che pensare...

Primo problema: ho mangiato troppo? La vigilia e la colazione sono state
all'insegna del "pieno energetico", ma ora mi viene il dubbio di aver
esagerato: mi sento la pancia piena e piuttosto appesantito.

Secondo problema: come mi vesto? Il clima è uggioso e umido e fa freddo
ma non troppo. Alla fine opto per due strati made in decathlon. Spero di
non aver caldo

Terzo problema: a che cacchio di ritmo partirò? Alla fine decido di
regolare il mio garmin su 4.12: il mio "partner virtuale" finirà in
2:57.13. Chissà se riuscirò a stargli davanti...

Ma ormai è ora di schierarsi. Dato che non avevo indicato nessun tempo
sulla scheda di iscrizione, devo entrare nell'ultima gabbia, ma appena
capisco come funziona, incomincio con nonchalance (e un pizzico di
vergogna) a scavalcare i nastri di separazione tra le gabbie, cercando
di nascondere il numero del mio pettorale. D'altra parte gli altri
runners schierati mi lasciano passare senza problemi, come se capissero
la mia situazione. Alla fine trovo un conoscente che dovrebbe stare
intorno alle 3h e mi piazzo al suo fianco poco dietro la zona riservata
ai top runners.

In breve tempo arriva il momento del via, l'emozione sale alle stelle e
finalmente arriva lo sparo dello starter. Nella mia testa scorrono in un
baleno gli ultimi tre mesi di duri allenamenti... Sarà stato sufficiente?

I primi km sono una passerella per il centro di Reggio, con poco
pubblico ma abbastanza partecipe. Ogni applauso sembra una spinta sulla
schiena e il ritmo risente di tutta questa euforia!
I km vanno via fin troppo velocemente per il ritmo che mi ero imposto!
4.05, 4.01, 3.54, 3.58; consulto freneticamente il mio cronometro,
ossessionato dalla paura di andare troppo forte... Devo assolutamente
rallentare o più avanti mi sarà presentato il conto. Un sacco di
concorrenti mi stanno superando ma meglio lasciarli fare. In fondo
questa è una sfida con me stesso! Un po alla volta trovo un ritmo che mi
sembra sostenibile e i km scorrono con un ritmo tra i 4.05 e i 4.15.
Mi sento bene e più strada faccio, più mi sento alleggerire la pancia e
il morale cresce. So che in questo tratto siamo in leggera salita, ma
non mi sembra di fare una gran fatica...

Passo la mezza in 1.27 precisi. 3 minuti di anticipo sulla tabella di
marcia e salita quasi finita! Gli ultimi "strappetti" sono tra il km 25
e il 29. Sono già alcuni km che piano piano sto superando alcuni
concorrenti. Nei tratti di salita mi sento veramente bene e vedo che
sugli strappetti più ripidi stacco senza troppa fatica i compagni di
avventura. E il ritmo resta buono: il 26, 27 e 28 a 4.16, 4.15 e 4.09
nonostante la salita.

Ma nella mia testa c'è ancora la terribile paura di crollare dopo il
33... Ma mi sento veramente bene e tanto vale andare avanti.
Poco dopo il km 29, inizia un tratto in evidente discesa e i tempi
incominciano a scendere: nei km successivi sono tra i 3.55 e i 4.02.
Ormai sto sorpassando parecchi runners. Alcuni di loro sono in evidente
difficoltà: hanno incontrato il "muro". E io invece mi sento ancora
bene, anzi benissimo!
Atorno al 35, incomincio a sperare di potercela fare, e me la sentirei
anche di accelerare, ma 7 km sono ancora lunghi e un leggero fastidio
alle ginocchia incomincio ad avvertirlo...
Ma quando vedo il cartello 38, ormai capisco che è veramente fatta!
Supero sempre più atleti e la leggera salitella in un sottopassaggio mi
fa capire che sto ancora benissimo: 38-esimo km in 3.54!

Ora si entra in un parco su stradello ghiaiato. Il "crik-crak" della
ghiaia sotto le scarpe è una musica per le mie orecchie più abituate
alla corsa fuori strada.
Il pubblico incomincia a crescere e gli incitamenti non mancano.
L'emozione è talmente alta che in certi momenti mi sale un "groppo" alla
gola che mi impedisce quasi di respirare! Ma quando riesco sorrido e
ringrazio gli spettatori che incitano. Sembrano apprezzare perchè gli
incitamenti crescono ulteriormente!

Ora incomincia un vialone che si avvicina al centro della città. L'ho
percorso questa mattina in macchina poco prima di parcheggiare. Manca
veramente poco.

In lontananza vedo una strana automobile che occupa la corsia riservata
agli atleti e regge un enorme tabellone segnatempo. E' incredibile: sto
raggiungendo la prima donna! Ormai sono scatenato e riesco ad accelerare
vistosamente. Ormai non guardo più il cronomentro da alcuni km,
lasciandomi letteralmente trascinare dalle emozioni: attorno al cartello
42 raggiungo e supero in decisa progressione la prima donna e poco più
avanti dopo una leggera curva vedo finalmente la linea del traguardo! Il
pubblico è galvanizzato dall'arrivo della prima donna e partecipa
calorosamente! Le emozioni sono a mille e faccio fatica a trattenere le
lacrime.

Ma una gara va onorata fino in fondo e trovo non so bene dove le energie
per gettarmi in uno sprint finale forsennato! Poi i dati sul mio Garmin
diranno che ho corso il 42-esimo a 3.34 e i 195 finali a 3.20.
Attraverso il traguardo a braccia alzate e con l'emozione mi dimentoco
pure di fermare il cronometro!

Poi è un turbinio di emozioni: arriva mia moglie con i bimbi... una
lacrimuccia...

Ma non so neanche con precisione che tempo ho fatto, ricordo che il
tabellone segnava un tempo attorno a 2 e 52... Poi, magia della
tecnologia, pochi minuti dopo quando ritito la borsa trovo un SMS della
TDS: "Congratulazioni Giuseppe hai concluso bla bla bla col tempo di
2:51:42 ...". 2:51:42! DUE CINQUANTUNO E QUARANTADUE! Con la seconda
metà corsa più velocemente della prima (anche se bisogna dire che
l'altimetria in questo caso era favorevole)! Con un fantastico sprint
all'ultimo km! Più di 8 minuti sotto al mio obiettivo! Davanti alla
prima donna! (che in realtà senza nulla togliere alla vincitrice
Giustina Menna a cui vanno tutti i miei complimenti, ma vuol dire che se
l'ho superata io nella gara femminile non c'era una qualità "eccelsa").
Datemi un pizzicotto che non ci credo.

Poi a mente fredda si potrebbe affermare che con una strategia di gara
più azzardata all'inizio, avrei potuto limare qualcosa. O che il mio
obiettivo era "troppo facile" e che mi ero sottovalutato.
Ma non mi interessa: questa come da programma era la mia prima ed ultima
maratona su strada. Da domani preferisco tornare alla mia vera passione:
la corsa in natura e in montagna. Anzi chissà che il prossimo anno non
mi capiti di incontrare personalemte qualche "spirito trail" del NG sul
percorso di qualche bella gara in montagna. Magari un po di MTB...

Io voglio correre per divertirmi. E mi diverto di più a fiondarmi in
discesa su un ghiaione stando attento a dove metto i piedi, piuttosto
che stare attento a qualche secondo sul cronometro! De gustibus...

Unico rimpianto è quello di dover riporre le scarpette superleggere che
mi ero comprato apposta per l'occasione e che ho usato soltanto una
volta. Che spreco! (almeno costavano poco...)

Comunque resterà un bellissimo ricordo di questa esperienza, con
emozioni uniche ed irripetibili, che mi sento di augurare a tutti i runner!

Alla prossima
Beppe

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