mercoledì 24 febbraio 2016

Quando non hai un obiettivo



Ti accorgi di non avere un obiettivo quando buchi due volte in 45 minuti e non puoi più uscire in bici perché a casa non hai più camere d'aria a disposizione.

Lo scorso anno, malgrado avessi cambiato lavoro e il tempo a disposizione era veramente poco, sono riuscito comunque a preparare dignitosamente il 70.3 di Pescara, perché avevo in testa un obiettivo ben definito, tornare a Pescara.
Quest'anno vorrei tornarci per la sesta volta consecutiva, ma non riesco a farmi entrare nella testa questo come obiettivo.
Allenamenti sporadici, non nuoto con continuità da un anno, l'ultimo leggero intervento fatto lunedì mi farà stare fermo per almeno un mese e con 2 mesi e mezzo non posso pretendere troppo, senza contare che da Marzo ho un impegno importante che mi porterà via quel poco tempo rimanente.

Quando mi stavo allenando per l'ironman in qualsiasi ora del giorno avevo un solo pensiero in testa, l'obiettivo che mi ero posto. Tutto o quasi tutto ruotava intorno a quello, gli impegni, le cose da fare, la famiglia, gli amici, tutto. Quando mi chiamavano per una serata tra amici o una riunione di lavoro subito pensavo a quale allenamento avrei avuto quel giorno, anche se gli orari erano differenti, il primo pensiero era rivolto a quello.
Sono passati due anni da questo stato di "dipendenza".
Un po mi manca.
Trovare il giusto equilibrio per tutto non è facile, e mentre provi a cercarlo passano i mesi, gli anni e allora provi a guardare avanti, al 2017.
Ma è troppo presto ancora, da Maggio ci penserò meglio, adesso devo pensare ad altro, la mia vita sta per cambiare ancora una volta, lo sport può attendere (...forse).


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2 commenti:

  1. mah, questa mancanza di dipendenza io la vedo principalmente come una cosa positiva...

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  2. Intervento?!? E lo vengo a sapere così?

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