Il blog di un podista amatore e triathleta
Maratone
Mio fratello mi ospita a casa nelle Marche in questo we e dato che domenica c'è la granfondo di San Benedetto ne approfitto per pedalare nelle colline marchigiane, ma il caso vuole che dopo 20 km di gara pssssssssss.
Puntualmente non ho con me il co2 per portare la gomma in pressione e con la pompetta a mano riporto la gomma ad almeno 5 bar, mejo de niente...
I partecipanti sono un migliaio, dunque poco dopo aver riparato il guasto mentre stavo risistemando gli attrezzi, passa su strada passa la fatidica autovettura col cartello menzionato poco fa. A quel punto penso di ritirarmi, ripercorrere i 20 km appena fatti ed aspettare la mia famiglia al mare.
Poi però decido di ripartire.
Lasciamo stare lo scatenamento successivo alla riparazione e la risistemazione della ruota posteriore... cose che capitano se fai le cose di fretta.
Sorpasso la macchina e riprendo gli ultimi ciclisti che pedalano per il solo gusto di partecipare a questa gara ben organizzata in un posto molto bello, colline bellissime e gente locale molto simpatica.
Il cancello del lungo ovviamente lo trovo chiuso, grazie ai 30km fatti per arrivare a San Benedetto comunque chiudo l'allenamento del giorno con 110km abbondanti.
Inizialmente ero molto incazzato, poi però ha prevalso il buonsenso, o meglio, la rassegnazione, riprendo gli ultimi 50 ciclisti e me ne vado in spiaggia dai miei.
Non ho fatto fare una bella figura alla mia nuova squadra ciclistica, la CicliRomaClub, mi rifarò alla prossima (se non mi cacciano prima), arrivando almeno a 60 posti dall'ultima posizione!
Dimenticavo... la bici in questione sapete qual'è vero?
Sto iniziando (a fatica) ad allenarmi al mattino presto, io che ero abituato a farlo in pausa pranzo.
Vado a nuotare la sera quando in piscina c'è solo una corsia per il nuoto libero con 10 persone, io che andavo quando in piscina c'era 1 persona in 10 corsie.
Vado in bicicletta la domenica mattina, quando riesco e quando non piove, io che potevo scegliere se andare il sabato o la domenica.
La sensazione di dover andare al limite per almeno 10 ore è la cosa che mi preoccupa di più.
Il mio primo ironman aveva un obiettivo, finirlo, quest'anno la sfida è per il tempo, stare sotto le 11 ore, difficile ma non impossibile.
Prediligo le gare lunghe proprio perchè non sopporto lo stare affannato, anche per brevi distanze, lo sport è divertimento e quando soffro troppo non mi diverto più.
Stavolta però non ho dubbi, se a nuoto punto a fare sempre lo stesso penoso tempo, in bici stavolta pedalo sul filo sottile dell'affanno, se voglio raggiungere l'obiettivo devo puntare a quello.
Non so cosa accadrà, ma so che darò il meglio di me stesso.
Scritte pochi giorni prima di Francoforte, sono sensazioni che mi piace rileggere, rivivere, l'incertezza del tutto, lo stare in tensione, il non sapere quando arriverà la crisi, perchè comunque presto o tardi arriverà, il ricontrollare cinquemila volte tutto l'occorrente per la gara...
Ho provato a farne a meno in questi ultimi tempi, ne sto facendo a meno, ma non riesco a togliermele del tutto dalla testa, devo farmene una ragione.
Il mio primo ironman aveva un obiettivo, finirlo, quest'anno la sfida è per il tempo, stare sotto le 11 ore, difficile ma non impossibile.
Prediligo le gare lunghe proprio perchè non sopporto lo stare affannato, anche per brevi distanze, lo sport è divertimento e quando soffro troppo non mi diverto più.
Stavolta però non ho dubbi, se a nuoto punto a fare sempre lo stesso penoso tempo, in bici stavolta pedalo sul filo sottile dell'affanno, se voglio raggiungere l'obiettivo devo puntare a quello.
Non so cosa accadrà, ma so che darò il meglio di me stesso.
Scritte pochi giorni prima di Francoforte, sono sensazioni che mi piace rileggere, rivivere, l'incertezza del tutto, lo stare in tensione, il non sapere quando arriverà la crisi, perchè comunque presto o tardi arriverà, il ricontrollare cinquemila volte tutto l'occorrente per la gara...
Ho provato a farne a meno in questi ultimi tempi, ne sto facendo a meno, ma non riesco a togliermele del tutto dalla testa, devo farmene una ragione.
Un 2015 iniziato bene, non potevo sperare in meglio. Quello che ora devo fare è "riorganizzare".
Il lavoro è tornato, sono saltati gli schemi, ma quelli sono saltati da tempo.
Cerco di pianificare gli obiettivi, per ora c'è solo Pescara, ma anche quella, malgrado l'iscrizione, è ancora in bilico, se esce qualcosa di nuovo a settembre o ad ottobre magari valuto il transfer.
Dovevo andare a Ferrara per la 42km a Marzo, ma giusto ieri anche quella è saltata a causa di spese impreviste importanti.
Ma questo è un anno così, devo prenderlo come viene senza troppe aspettative sportive.
A inizio febbraio potrò sfoggiare un logo importante per il mio futuro profilo professionale, questo
Intanto continuo a correre, almeno due volte a settimana, neanche il minimo sindacabile, ma le poche ore a disposizione che ho le impiego per studiare.
Chi lo avrebbe detto che avrei studiato di nuovo a quarant'anni... ma forse è meglio così.
Il lavoro è tornato, sono saltati gli schemi, ma quelli sono saltati da tempo.
Cerco di pianificare gli obiettivi, per ora c'è solo Pescara, ma anche quella, malgrado l'iscrizione, è ancora in bilico, se esce qualcosa di nuovo a settembre o ad ottobre magari valuto il transfer.
Dovevo andare a Ferrara per la 42km a Marzo, ma giusto ieri anche quella è saltata a causa di spese impreviste importanti.
Ma questo è un anno così, devo prenderlo come viene senza troppe aspettative sportive.
A inizio febbraio potrò sfoggiare un logo importante per il mio futuro profilo professionale, questo
che a molti dirà poco, ma è quello che mi ha aperto diverse nuove porte pur non avendolo ancora.
Ne seguiranno altri ancora di questi obiettivi, magari meno costosi di questo, per fare una similitudine, saranno le nuove medaglie delle mie nuove maratone professionali.Intanto continuo a correre, almeno due volte a settimana, neanche il minimo sindacabile, ma le poche ore a disposizione che ho le impiego per studiare.
Chi lo avrebbe detto che avrei studiato di nuovo a quarant'anni... ma forse è meglio così.
Un discorso troppo complicato però in cui non voglio addentrarmi troppo, la filosofia non è il mio forte.
Negli ultimi anni ho ripetuto spesso "nothing impossible", ed è proprio vero.
Bella.
La sveglia suona, come tutte le volte in automatico e senza guardare la spengo con la mano sinistra, mi giro e guardo l'ora, le 5:30.
Per un attimo rimango a guardare l'orario non capendo, ma che minchia devo fare che ho messo la sveglia così presto!
Un attimo dopo ricollego il tutto, mi alzo e faccio le solite cose che ormai sono di routine la mattina di una maratona, tranne che una, fare colazione.
In macchina mangio una barretta avanzata da Torino, mescolo il Polase in una bottiglietta d'acqua mentre ascolto i ColdPlay.
In lontananza le nuvole non promettono nulla di buono, le previsioni davano una leggera precipitazione dopo pranzo.
Come accade spesso negli ultimi tempi, non sono pronto per questa gara, gli allenamenti dopo Torino sono stati praticamente nulli, 70km in 20 giorni, ma la cosa non mi preoccupa, so già a cosa vado incontro.
Con GianCarlo abbiamo deciso di portare a casa questa ennesima medaglia, il ritmo sarà blando dall'inizio alla fine, il tempo non sarà il nostro obiettivo...
Il primo km passa poco dopo 4minuti e 40 secondi, ci può stare, la partenza è stata molto rapida, pochi partecipanti e strada sgombra.
Il secondo km e il terzo li facciamo in 9 minuti e 13secondi, portare a casa una sega!
Dal cazzeggiare al faticare il passo è stato breve, anzi, inesistente.
"Se devo fare il botto tanto vale farlo per bene" gli dico al primo passaggio sotto l'arco, in fondo cosa mi aspettavo una passeggiata col cestino in mano?
Nei primi 15km parliamo di tutto, di Pescara, di lavoro, di pensioni, di gnocca, di bici, di cazzari... ma i primi dolori cominciano a farsi sentire.
In effetti nel cervello ancora non avevo metabolizzato il fatto che avrei dovuto correre per altri 27 km, la cosa fondamentale era superare il parcheggio dove stava la mia auto e l'arco di partenza che segnava il primo giro di 18km. La parte più dura infatti è stata quella di non fermarmi al primo giro, se solo GianCarlo avesse accennato a un "Ma se... Ma si..." mi sarei fermato immediatamente, abbiamo passato il centro città in totale silenzio.
Appena abbiamo girato verso il lago eravamo consapevoli che ormai si sarebbe arrivati in fondo, in un modo o nell'altro.
Ma appena dopo il ponte del lago, superata la salitella che ci portava sul lungomare, ho avuto un crollo fisico inaspettato. Credevo di tenere botta almeno fino al trentesimo km e invece già al ventesimo avevo dolori alle anche e alle gambe.
"Che vuoi che siano 17km per un Ironman!" me lo diceva GianCarlo nel vedermi in difficoltà, gli dico di andare, lui mi dice di non mollare, ma reggo fino al ventottesimo, non ce la faccio più.
Gli prometto che rallento ma non mi fermo e gli dico di andarsi a prendere sto premio di categoria, e finalmente va...
Tanti sono i pensieri durante gli ultimi 14km, ma solo uno riesce a prevalere sugli altri, quello di arrivare al traguardo e di non fermarmi.
Concludo la mia ventunesima maratona in 3 ore e 28 minuti a Sabaudia, anche se la chiamano di Latina perchè fa provincia, contento e dolorante, la soddisfazione di averla portata a termine è grande.
Dicono che l'Ironman ti forgia, che ti da la forza di andare avanti e di non fermarsi alla prima difficoltà, che devi continuare a correre anche se i dolori alle gambe e ai fianchi sono insopportabili, di mantenere il passo o almeno far finta di mantenerlo perché è la testa che comanda non le gambe, che se hai corso 42km dopo aver fatto 7 ore di nuoto e bici allora puoi farne anche 17 dopo due ore di corsa...
Ma poche gare danno emozioni e sensazioni incredibili, e la Maratona è una di queste, e io sono contento di essere un maratoneta.
Per un attimo rimango a guardare l'orario non capendo, ma che minchia devo fare che ho messo la sveglia così presto!
Un attimo dopo ricollego il tutto, mi alzo e faccio le solite cose che ormai sono di routine la mattina di una maratona, tranne che una, fare colazione.
In macchina mangio una barretta avanzata da Torino, mescolo il Polase in una bottiglietta d'acqua mentre ascolto i ColdPlay.
In lontananza le nuvole non promettono nulla di buono, le previsioni davano una leggera precipitazione dopo pranzo.
Come accade spesso negli ultimi tempi, non sono pronto per questa gara, gli allenamenti dopo Torino sono stati praticamente nulli, 70km in 20 giorni, ma la cosa non mi preoccupa, so già a cosa vado incontro.
Con GianCarlo abbiamo deciso di portare a casa questa ennesima medaglia, il ritmo sarà blando dall'inizio alla fine, il tempo non sarà il nostro obiettivo...
Il primo km passa poco dopo 4minuti e 40 secondi, ci può stare, la partenza è stata molto rapida, pochi partecipanti e strada sgombra.
Il secondo km e il terzo li facciamo in 9 minuti e 13secondi, portare a casa una sega!
Dal cazzeggiare al faticare il passo è stato breve, anzi, inesistente.
"Se devo fare il botto tanto vale farlo per bene" gli dico al primo passaggio sotto l'arco, in fondo cosa mi aspettavo una passeggiata col cestino in mano?
![]() |
| 22-GianCarlo 23-Io 31-Maurizio |
In effetti nel cervello ancora non avevo metabolizzato il fatto che avrei dovuto correre per altri 27 km, la cosa fondamentale era superare il parcheggio dove stava la mia auto e l'arco di partenza che segnava il primo giro di 18km. La parte più dura infatti è stata quella di non fermarmi al primo giro, se solo GianCarlo avesse accennato a un "Ma se... Ma si..." mi sarei fermato immediatamente, abbiamo passato il centro città in totale silenzio.
Appena abbiamo girato verso il lago eravamo consapevoli che ormai si sarebbe arrivati in fondo, in un modo o nell'altro.
Ma appena dopo il ponte del lago, superata la salitella che ci portava sul lungomare, ho avuto un crollo fisico inaspettato. Credevo di tenere botta almeno fino al trentesimo km e invece già al ventesimo avevo dolori alle anche e alle gambe.
"Che vuoi che siano 17km per un Ironman!" me lo diceva GianCarlo nel vedermi in difficoltà, gli dico di andare, lui mi dice di non mollare, ma reggo fino al ventottesimo, non ce la faccio più.
Gli prometto che rallento ma non mi fermo e gli dico di andarsi a prendere sto premio di categoria, e finalmente va...
Tanti sono i pensieri durante gli ultimi 14km, ma solo uno riesce a prevalere sugli altri, quello di arrivare al traguardo e di non fermarmi.
Concludo la mia ventunesima maratona in 3 ore e 28 minuti a Sabaudia, anche se la chiamano di Latina perchè fa provincia, contento e dolorante, la soddisfazione di averla portata a termine è grande.
Dicono che l'Ironman ti forgia, che ti da la forza di andare avanti e di non fermarsi alla prima difficoltà, che devi continuare a correre anche se i dolori alle gambe e ai fianchi sono insopportabili, di mantenere il passo o almeno far finta di mantenerlo perché è la testa che comanda non le gambe, che se hai corso 42km dopo aver fatto 7 ore di nuoto e bici allora puoi farne anche 17 dopo due ore di corsa...
Ma poche gare danno emozioni e sensazioni incredibili, e la Maratona è una di queste, e io sono contento di essere un maratoneta.
E' ora di cambiare un pò. Volevo aspettare il nuovo anno, ma per i cambiamenti non ci sono date precise, quando arrivano bisogna solo essere pronti, e dato che questo è un anno di molti cambiamenti, tanto valeva farli subito.
Forse non tutti sanno che dopo 19 lunghi anni di onorato servizio nella stessa azienda ad Ottobre mi ritrovo ad essere disoccupato, senza stipendio da sei mesi circa, in solidarietà da oltre 18 mesi... ma non basta, mia moglie lavorava nella stessa azienda.
Un grande anno del cazzo, non c'è che dire e che ancora non è finito. Darwin dice che la specie che si adatta ai cambiamenti sopravvive, ma a me adattarmi alle cose o agli avvenimenti non è mai piaciuto, preferisco affrontarli e risolverli.
Fortunatamente non sono il tipo che si piange addosso e visto che in questa vita bisogna saper sopravvivere e rinnovarsi, preferisco farlo anche nelle piccole cose.
Ultimamente anche l'app di gmail si è rinnovata (anche se ormai uso InBox) e i colori rosso e bianco che ha messo mi sono piaciuti così tanto che li ho riportati anche nel mio blog.
Forse adesso riuscirò a tenerlo aggiornato di più, chissà, staremo a vedere.
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