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Ironman Italy 70.3 Pescara, la mia storia infinita

giovedì 18 giugno 2015

14 commenti

Alle 6.00 del mattino di sabato 13 giugno, quando la sveglia ha suonato, finalmente ho sentito Pescara.
Il nuovo lavoro, l'ennesimo colloquio fatto venerdì pomeriggio e la cena coi parenti di venerdì sera a base di fettuccine casarecce bistecche e vino a volontà, non mi hanno dato modo di dare la giusta attenzione a quella che doveva essere la prima gara di questo anno, iniziato, appunto, nel migliore dei modi.
Febbraio Marzo Aprile e Maggio, mediamente trascorsi con una nuotata, due corse e due bike, sono stati difficili a livello organizzativo, ma non impossibili per poter avere la certezza di portare a termine questi 70 miglia.
L'ultimo combinato del ponte di giugno (che non ho fatto) mi rassicura, il ritmo del run sarà lento ma costante, la bici invece va bene, ma a questo punto la scelta non era chiara, fare una buona prestazione in bici e sperare nella corsa oppure "darmi margine" in bici per correre tranquillo?
Ovviamente in bici vorrei dare tutto a discapito della corsa, ma non sarà così.

Prima della partenza, dopo aver salutato il grande Magic, mi fermo a guardare i miei piedi su quella spiaggia che ormai ha qualcosa di mio, tanta attesa e finalmente sono di nuovo li, ancora una volta.
Adoro quel momento.
Il mare è agitato ma nulla di particolare, le boe sono spostate, la corrente tende a trascinarti verso nord, decido di puntare direttamente la boa che ci porterà a nuotare parallelamente alla costa.
Per la prima volta ho davanti a me poche persone, dietro è pieno.
Inaspettatamente al via corro verso il mare, come un pro (cit.)
Mi mancava la tonnara.
Nuoto bene, rilassato, alzo la testa e meno a ritmi regolari, a tratti l'acqua è fredda e avere la muta è un piacere.
Esco dall'acqua stanco, mi sarei stupito del contrario, dopo essermi fermato a baciare mia moglie (che mi dice di non perdere tempo ((ho creato un mostro!))) e il mio piccolo triathleta percorro il lungo tappeto blu, in lieve affanno.

Nella sacca blu stavolta ho messo tutto, casco compreso, lo scorso anno ho trovato tutto per terra.
Far parte dell'ultima batteria partente è una cosa che odio.

Finalmente Aran.
Appena saliti sull'asse attrezzato comincio a spingere malgrado il vento a tratti sfavorevole, la media è buona (40 abbondanti), appena inizia la salita però rallento, non ho salite sulle gambe, a dire il vero non le ho mai avute, quest'anno in particolare zero.
Il vento micidiale a tratti impossibile rende il tutto ancora più complicato lento e pericoloso.
Nei tratti in discesa andare veloci significa rischiare la vita, troppi sbandamenti miei soprattutto degli altri sorpassati.
Media bassissima, ma non riesco veramente a fare meglio di così.
Prima di risalire sull'asse provo a recuperare qualche minuto in discesa, le sensazioni sono buone, forse mi sono dato troppo margine sulle salite.
Appena imbocco l'asse il vento mi spinge, e io lo assecondo.
Non credo di poter competere per il Master37 quest'anno, il vento a favore è per tutti, ma decido comunque di provarci.
A testa bassa, in corsia di sorpasso, sorpasso tutti, ma proprio tutti. Si affianca dopo qualche km una P5, bella, nera, un cavaliere che mette paura per quanto è alto, ma non lo faccio passare, allungo e si mette dietro, allungo ancora e non tiene botta, cede. Oggi Aran ruggisce.

Ultimi 12km e mezzo in 16min e 30sec, velocità media 45,7 km/h, massima 56,2km/h :)


Scendo dalla bici un po intontito, stanco ma contento.
Metto le scarpe e comincio a correre, arranco.
Il caldo è micidiale, la fiacca è tanta, ho fatto una cazzata lo so, ma l'avevo messo in preventivo.
Cerco di mantenere una postura degna di foto, il primo giro è stato infernale, la paura di iniziare a camminare è tanta, cerco di resistere.
Il gel preso al primo ristoro entra in circolo, sto meglio, mantengo costante il passo nonostante il caldo.
Ad ogni giro un gel quattro bicchieri d'acqua, due di coca e spugne, è l'inferno, ma riesco ad arrivare a questo sofferto traguardo ancora una volta.
Che bello.
E' stata durissima, sono contentissimo tanto che sto già pensando alla prossima, a settembre forse, ma cause forza maggiore ho bisogno di aspettare ancora, nel frattempo cerco di non perdere troppo la forma non ottimale raggiunta.
Preparato in quattro mesi di cui solo due intensivi, 5ore e 39min
Ironman Italy 70.3 Pescara, la mia storia infinita.







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Ironman Italy 70.3 2014, una grande Pescara

martedì 3 giugno 2014

49 commenti
Troppe le uguaglianze con la prima edizione, il nuoto fatto dentro i frangiflutti, l'arco dell'arrivo piccolo, le colonnine dei pro in zona cambio, il braccialetto di plastica identico al primo anno, il bib number (1414) molto simile a quello del 2011 (1331)...
Mi sembrava di rivivere a tratti quei brutti momenti del 2011, ma qualcosa in me da allora è cambiato.
Continuo ogni anno a parlare di Pescara, sempre di più, non ne posso fare a meno ormai, se poi veramente il prossimo anno diventerà distanza full credo che mi trasferiranno in una clinica per tossicodipendenti.
E' il mio sesto 70.3 e sono arrivato al momento in cui ho voglia di vedere cosa posso riuscire a fare in questa distanza.
Anche lo scorso anno volevo 'testarmi', ma con la ruota frenata (mistero che ho scoperto pochi giorni fa) non ero riuscito ad esprimermi al meglio.

Quell'arco montato sulla spiaggia però mi ha dato un messaggio diverso, forse stavolta andrà diversamente.

I volti di nuovi amici e le parole scambiate sono state tante, un turbine di emozioni che mi hanno letteralmente travolto da sabato fino a fine gara inoltrata
...dal ragazzo che mi fotografa in zonacambio riconoscendomi proprio grazie a questo blog, a Drugo che dopo tanti anni prende forma in carne ed ossa accompagnandomi per poche centinaia di metri nella frazione run
...da tutti i compagni di squadra di zona cambio che fino a ieri erano solo immagini e parole su whatsapp e sul forum, ad Andrea&Ivana che improvvisamente appaiono pochi minuti prima dello start e che mi inciteranno per tutti i 4 giri run
...da Stefano e Giorgio, senza di loro ormai Pescara non avrebbe la stessa intensità emotiva, a Giancarlo e Luca, amici e compagni di avventure e disavventure che finiscono sempre nel migliore dei modi
...da Fabrizio Cutela del VaranoLakeTri che mi saluta mentre mi sorpassa in bike, a Drugo che mi accompagna nel run ma che poi io lascio andare per la sua strada
...gara a parte sono queste le cause fondamentali che ogni anno mi fanno citare Pescara per 364 giorni.

Il mare è mosso, sabato pomeriggio ha piovuto parecchio, l'aria è fresca da prima primavera, tira un vento (c'è da dirlo) della madonna, le correnti ti portano sulla costa 'jugoslava'.
Sto sulla spiaggia con tutta la mia famiglia, fratello cognata e nipote compresi, io e Marco Titan andiamo a fare un tuffo per scaldarci. Si nuota, pensavo peggio, la corrente non è così forte, le onde ci sono ma si gestiscono.
Io (in punta di piedi) e Titan (con le ginocchia piegate)
Momenti in cui penso "drogarsi come tutti no è!"
Con Luca e Giuliano andiamo alla partenza, tra poco tocca a noi, le cuffie azzurre sono partite da poco. Quando si parte dalla spiaggia non riesco a mettermi mai davanti, rimango sempre nelle retrovie.
Si parte.

Arrivare alla prima boa non è cosa facile, le onde sulla secca ti sbattono letteralmente via, i primi 50 metri si cammina poi si comincia a nuotare in faccia alle onde fino a che si gira in direzione della seconda boa, che per le condizioni avverse hanno messo a soli 500m di distanza.
Non fatico molto, mi sento solo in balia delle onde, metto spesso la testa fuori per vedere la direzione.
Inutile ricordare le innumerevoli manate e zampate prese e date, ma una merita citazione:
arrivati alla seconda boa grande si torna indietro, ovviamente tutti attaccati per guadagnare metri preziosi con quel mare, cerco di velocizzare la bracciata e finalmente mi tolgo da quel caos, riprendo il mio ritmo ma il mio braccio sinistro abbraccia letteralmente il collo di qualcuno come pronti per farci un selfie... insieme alziamo la testa e ci guardiamo, " e allora?" mi fa lui, io sbotto a ridere e bevo un litro di quell'acqua schifosa, ma insieme, senza dire altro, ripartiamo...
Finalmente si arriva alla boa grande finale della PowerBar, un tizio su una tavola ci dice di allontanrci dalla boa perchè... non finisce la frase e la suddetta ci travolge spinta dal vento, poco male, testa in acqua e via verso la spiaggia.
In T1 con le sacche mi trovo benissimo, a cambiarmi ci metto poco, a raggiungere la bici un po di più, dal garmin vedo poi che la ZonaCambio è lunga appena 420m

Il mio vicino di griglia gentilmente mi ha scaraventato a terra casco e occhiali, dopo qualche imprecazione vedo che c'è il ragazzo che il giorno prima mi ha riconosciuto dal blog ed ora è li ad incitarmi (fammi sapere chi sei almeno per dirti grazie!).
Prendo Aran e stavolta si comincia da subito a spingere. Sull'asse all'andata subito in affanno, il vento è a favore, devo sfruttarlo più che posso, 7km a 40.6km/h di media.
Nel tratto interno ormai il percorso lo conosco bene, in salita però non riesco proprio ad andare, quest'anno mi allenerò solo in quello. Luca mi riprende alla seconda salita, ha avuto e ancora ha problemi con la catena, e come mi aspettavo se ne va.
Il meteo è strano, pioggia vento sole caldo freddo e grandine, e in discesa a 35 all'ora sulla braccia e in faccia fa veramente male anche se i chicchi non erano poi così grandi.
In discesa cerco di non andare per terra, le curve a gomito sono parecchie, fortunatamente l'asfalto è bello fresco e nuovo.
In un tratto dritto in discesa arrivo anche a 68km/h, non sono mai andato così veloce in bici.
Si ritorna sull'asse attrezzato, tratto del trofeo Master37, ma il vento contro mi annulla, a tratti mi risparmia ma poi torna tutto insieme come fosse una grande mano che frena la mia bici.
Poco dopo raggiungo Luca che stranamente pedala completamente sul lato sinistro, solo dopo diversi km capisco perchè.
Scambiamo due chiacchiere fino alla fine dell'asse, ha fatto un esordio da paura, malgrado i mille problemi che ha avuto prima durante e dopo, un mostro.
Sfilo le scarpe almeno un kilometro prima dell'arrivo, ma non scendo al volo come i pro, sono stanco.
Dietro a me Luca che porta le scarpe in mano! Mitico! ZonaCambio Style!
Molto soddisfatto nel vedere che sulla mia rastrelliera le bici sono inesistenti, e anche intorno ne mancano ancora parecchie, ho fatto una bella frazione bike finalmente senza ruote frenate!
Aran, bella de casa!
Solita T2 lunghissima, ma parto subito dietro a Luca.
Provo a tenerlo, ma lui va veloce, almeno 10 secondi più di me.
Non mollo, non mollo... mollo, vado subito in affanno e fare altri 20km così 'nse pò.
Provo dopo il primo giro ad aumentare il ritmo, ma niente da fare, ho il limitatore incorporato, non vado. Decido di continuare a quel passo allora, anche se ho provato altre due volte ad aumentare, ma con scarsi risultati.
La folla è tanta e mi aiuta moltissimo a far letteralmente volare questi quattro giri in questa bellissima città! Io adoro questa città.
Al quarto giro due volontari mi dicono di mettere la freccia a sinistra, percorro il corridoio che mi porta al traguardo, da lontano Lorenzo mi vede e con Fernando mi prendono per mano.
Ho sognato questo momento per tanti troppi anni, ma finalmente eccomi con i due bambini più belli del mondo a coronare questo weekend che meglio di così non poteva andare!
Sono il papà e lo zio più felice del mondo, non ho altre parole da aggiungere.


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Varano Lake Tri 2013

martedì 24 settembre 2013

23 commenti
Ore 6,25 del mattino, la sveglia suona.
5 minuti giusto per aprire gli occhi e andare a fare colazione con Giancarlo e Alessandro.
4 fette biscottate con marmellata, niente di più, non ho fame e sono svogliato al massimo.
Di queste gare mi pesa la sveglia, l'alzarsi presto, preparare le 50cose che ti occorrono per gareggiare... senza contare la paura e i dubbi che il giorno prima mi travolgono.
Ne parlavamo a cena con Giorgio, il giorno pre gara per me è critico. Malgrado sono sicuro di quello che faccio e la preparazione è stata quella giusta, penso sempre alla frazione di nuoto, alle botte, al respirare, al bere, all'acqua negli occhialetti, ai crampi...
Una volta indossata la muta e messi a posto gli occhialetti, mentre a piedi scalzi siamo tutti sulla spiaggia, tutto passa, vola via.
Mi tuffo per fare un po di bracciate nel canale, l'acqua è calda, puzza di gasolio ma è calda. Il mare è mosso già alle 7 del mattino, e allora ci fanno fare un giro e mezzo nel canale per poi uscire in mare e tornare sulla spiaggia in direzione zonacambio.
Nuoto bene, mi rilasso, sono appena 2km scarsi, che vuoi che siano. Gli occhialetti vecchi (nei nuovi entra acqua da tute le parti) fanno alla perfezione il loro lavoro, non si appannano e non entra una goccia d'acqua, allungo la bracciata e mi rilasso ancora, sto bene.
Passo le ultime boe per dirigermi in mare, le onde si fanno sentire, subito giro per la spiaggia, accanto agli scogli.
Qualcuno a 4 metri da me cammina con l'acqua alle ginocchia, mi metto in piedi anch'io, ma affondo, faccio qualche bracciata verso riva, ma ancora non si tocca, ma come cazz...
Ero praticamente messo dentro una sacca formata dalle onde sugli scogli, in pratica sono rimasto li per un minuto buono, nuotando verso riva invano.
Faccio quattro bracciate isteriche verso quelli che tranquillamente camminano a 4 metri da me quasi travolgendoli, e infatti mi guardano strano, finalmente tocco terra.
Esco velocemente e vado verso Aran.
Incrocio Giancarlo che sta preparandosi per salire in sella, possibile? Pensavo peggio, in macchina realizziamo che io ho nuotato benino e lui malino.
Stavolta faccio tutto alla perfezione, non dimentico niente, prendo Aran, ci aspettano 90km a tutta!
Si, a tutta. Non voglio risparmiarmi, se scoppio pazienza.
Non ho la forma di Pescara, ma mi sono allenato per azzardare qualcosa.
16 minuti circa per fare i 10km del piattone iniziale (per la media fateve i conti), si gira intorno al lago e si entra nel tratto ondulato. Me lo ricordavo più faticoso, quest'anno, forse i tenti allenamenti in bici, non lo soffro per niente. Sulle salite brevi ma ripide metto il 25, e non mi pesa affatto, sto bene. Si passa a Cagnano, la gente ti guarda con curiosità, malgrado questo sia il secondo anno. Si scende di nuovo a valle, per poi risalire verso Carpino. Su e giù, su e giù, e io pedalo ancora bene.
Le ruote a razze prestatemi da Carlo tagliano il vento forte che troviamo in cima alla salita superato Carpino, vanno una meraviglia.
Si torna di nuovo indietro e si ripassa per Cagnano, e poi di nuovo il mangia e bevi lungo lago.
Sul piattone finale potrei dire tante cose, ma visti i precedenti mi limito a dire che ho sempre e solo sorpassato e che ho impiegato sempre all'incirca 16minuti per percorrerlo (dal cartello 80°km dopo la curva), almeno questo dice il garmin.
Il Trofeo Master 37 ancora non sappiamo a chi sia andato, di sicuro non a me, ma l'impegno, dopo 80km è stato tanto.
30.4 la media finale su 89km, bene.
Scendo dalla bici tra gli applausi del pubblico (stavolta è vero, sono in pochi ma qualche clap clap c'era).
Una bella sensazione vedere la rastrelliera ancora vuota, non sono andato tanto male.
T2 da record, 1 minuto e 20 secondi, cappello e Mizuno, via.
Corro bene, il passo è regolare, il sole fa capolino tra le nubi, fa fresco. 5 giri da 4km circa con l'ultimo piu lungo. Sta cosa dei 5 giri mi piace, incontro tutti i miei amici e conoscenti vari, più e più volte, è un continuo incitare. Stefano vola, ma non vuole passarmi neanche un braccialetto, a differenza di Giorgio che me lo porge da lontano. Negli ultimi due giri la fatica comincia a farsi sentire, la sosta ai ristori si allunga, ma riparto sempre bene, ma soffro, ma riparto, ma soffro.
Ho fatto una bella corsa malgrado tutto, ho penato un po ma non ho mollato un attimo, anzi, nell'ultimo giro ho allungato anche un pò, facendo salire i battiti fino a 158. FCM finale 152
Chiudo i quasi 21km in 1ora e 40 minuti, contento e soddisfatto.
E' stata una stagione con tante soddisfazioni, chiusa in bellezza in un posto molto bello.

Questa è la vera storia del mio Varano Lake Tri 2013, anche se trovo più divertente la versione Fake.
Adesso pensiamo al prossimo anno.
Già prenotate la 42km a Roma, il 70.3 a Pescara e l'Ironman a Francoforte.
Adesso mi riposo, prima di fine anno la corsa tornerà a primeggiare, ma fino a Settembre non ci voglio pensare.
Da Varano è tutto, linea allo studio.

aran

giorgio claudiano strong e diego






5:13:13 il mio tempo

Io Strong e SenzaPonte ce famo du conti

io strong senzaponte e fabrizio

zonacambio team
da sinistra
Stefano, io, Giuliano, Giancarlo, Diego, Claudio, Stefano, Giorgio

io e aran

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Varano Fake Tri 2013

lunedì 23 settembre 2013

13 commenti
Foce Varano.
Ore 3.00 del mattino
Il ristorante dell'albergo è ancora chiuso, io ho fame, devo mangiare subito o non riesco a digerire  in tempo. La prima frazione è il nuoto, devo mangiare adesso!
Dietro un cespuglio vedo una di quelle piccole zappette da giardinaggio, la prendo e faccio leva nella fessura della porta scorrevole. Si apre.
Entro in cucina, vedo sul tavolo delle uova, del pane, un pezzo di formaggio una mezza bottiglia di falanghina e una pentola con dentro risotto alla pescatora del giorno prima.
Prendo un bicchiere un coltello e una forchetta e comincio ad alimentarmi. Finisco tutto in 5 minuti.
Soddisfatto esco dal retro e mi dirigo in camera per finire gli ultimi ritocchi.
Bene, tutto è pronto.
Vado in zona cambio puntuale alle 7.00. Mentre sto per entrare un giudice mi blocca perchè non avevo il casco allacciato, entro di forza, ma il giudice mi segue insistendo.
Arrivato nella mia postazione mi sento afferrare per un braccio, mi giro, il giudice mi continua a parlare ed ad urlare sul regolamento, sul casco, sulle regole da seguire sul rispetto... gli do una cascata in fronte e cade per terra, finalmente un po di silenzio.
Lo appoggio all'albero stile 'hombre in siesta', non ha il sombrero, ma la visiera del cappellino gli copre il viso, è bellissimo.
Ritorno alla mia postazione e comincio a sistemare tutto l'occorrente per la gara.
Bene, tutto è pronto, di nuovo.
Andiamo a fare qualche bracciata prima della partenza. Per non sbagliare i calcoli provo subito il percorso nuoto per intero, 1900m nel canale in 18minuti netti, ottimo.
Vado in zona cambio e mi preparo per la frazione bike, metto le scarpe, il casco... come un toro in carica vedo arrivare un giudice, si avvicina e mi chiede cosa diavolo stessi facendo, che la frazione nuoto ancora doveva partire, gli rispondo che la frazione di nuoto io l'ho già fatta, comincia a urlare e a parlare sul regolamento, sul casco, sulle regole da seguire sul rispetto... gli do una cascata in fronte e cade per terra, odio la gente che urla.
Lo appoggio vicino all'altro che ancora sta finendo la siesta, sono veramente belli insieme.
Parto per la frazione bici nello stupore generale, e sul piattone mi sparo subito un 69km/h dal primo al 10°km
Comincia il tratto ondulato, fatico, troppo. Alla prima vera salita mi fermo, sono esausto. Nel campo accanto un contadino sta potando le olive, mi vede in difficoltà e gentilmente mi offre il suo pranzo. Apre una tovaglia dove, incartata al suo interno, c'è una pentola con orecchiette alle cime di rapa, apparecchio sul prato e comincio a mangiare. Mi offre anche due bicchieri di vino rosso, ma con educazione rifiuto, non vorrei appesantirmi troppo.
Finito di mangiare ringrazio Salvatore, così si chiama questo buon uomo, e riparto per la mia frazione bike.
Subito in discesa riprendo velocità, ritorno sul tratto ondulato e incrocio il gruppone inseguitore, ne hanno ancora di strada da fare... penso io.
Ma un giudice in moto che controlla i furbetti se si mettono in scia, torna indietro e comincia ad inseguirmi,  stimolato da questo aumento la pedalata anch'io. Arrivo in T2 con una media di 67km/h ma il Garmin segna solo 45km, non valgono niente sti gps di oggi.
Entro in zona cambio, poso la bici, tolgo il casco e noto che sulla parte alta c'è una grossa chiazza di sangue, devono avere dei moscerini grandissimi da queste parti, penso. Per non perdere ulteriore tempo corro con le scarpe da bike.
Arrivato al giro di boa due individui con una maglia rossa mi aspettano, hanno dei braccialetti colorati in mano, chiedo cosa siano e mi rispondono che ad ogni giro me ne consegneranno uno, per un totale di 5 giri...
Una corsa breve.
Dopo una veloce colluttazione con i due ho al braccio tutti e 5 i braccialetti, tiro dritto per il porto e chiudo la frazione run in appena 30 minuti, un record
Chiudo questo 70.3 in poco piu di un ora e 18minuti
Mando baci a tutti mentre taglio il traguardo. Presi dal forte entusiasmo, tutti, pubblico e giudici (anche i due svegliatisi dalla siesta), mi vengono incontro per festeggiare.
Ma io non sono un tipo da festeggiamenti, perciò decido di andarmene prima che questa folla felice mi travolga con la loro gioia!
Da Varano è tutto, linea allo studio.
Master vincitore del Varano Fake Tri 2013
(Foto: Delfino Curioso)
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Varano Lake Tri 2012 edizione zero

lunedì 24 settembre 2012

41 commenti
E con Varano si chiude la mia stagione 2012 del triathlon.
Emozioni che non è facile raccontare quelle del we appena passato.
Compagni di viaggio io e Gian Carlo abbiamo modo in macchina di parlare di tutto, di ricette di viaggi di figli di crisi di gare fatte, di quella che andremo a fare e al ritorno di quella appena fatta.
La cena pre gara a base di orecchiette alla marinara frittura di pesce dolce e amaro insieme alla Panda Family e a Loredana, il panino con prosciutto crudo e mozzarella di bufala mandato giù con una birretta sabato pomeriggio alle 18,30 circa (carico di carboidrati!) la nuotatina di sabato pomeriggio e il riposo successivo sul lettino allo stabilimento dell'albergo, 'na mini vacanza insomma!
La notte pregara la passo inspiegabilmente dormendo.
Anche se poco importanti, le notti pregara le passo insonni quasi tutte.
Dopo la colazione andiamo in zona cambio a posizionare tutto l'occorrente per la gara, Alessio (arriverà ottavo assoluto il grande Flipperino amico mio!), Stefano, Marco (che arriverà quarto assoluto, quanto pista quel ragazzaccio!) tutte facce amiche che fa sempre piacere rivedere, specialmente in momenti come questi.
Metto la muta e vado a fare due sbracciate in mare.
Una tavola d'acqua, temperatura a dir poco perfetta, nuoto fino alla prima boa, le braccia sono impacciate. Sistemo al meglio la maglia da ciclista che ho sotto.
Ho deciso la sera prima di non mettere il body perchè in bici devo portarmi dietro troppe cose, e nel body non ci vanno, due gonfia-ripara, due gonfia, due barrette, un gel, parto con le tasche piene insomma.
Ma non credo sia la maglia a darmi fastidio, piuttosto penso che se mi riscaldo ancora sia meglio.
Rivado verso la boa, ma la sensazione rimane, esco dall'acqua.
Mi innervosisce l'attesa, non sopporto stare ad aspettare. Voglio partire.
E si parte.
Dopo qualche metro nuoto già meglio, la nuotata diventa regolare, il respiro anche, punto le boe a vado per mia strada.
Tutto fila liscio, i presunti crampi non arrivano mai, la distanza è più corta del previsto, meglio così.
Guardo il crono, 1550m 32minuti, pensiero inverso a quello che feci a Pescara (così corto tutto sto tempo? Ma che cazzo!!) Poi dal tracciato del Garmin a casa vedo quello che Giancarlo mi aveva detto, traiettorie da nuotatore 'mbriaco.
Esco dall'acqua e vado in zona cambio a prendere Aran.
Appena sulla strada comincio a spingere sul piattone a una media di 37, supero tanti ciclisti, ma prima della fine rallento un pò, non voglio strafare.
Appena entrati nel vallonato intorno al lago intravedo Giancarlo, lo passo e gli chiedo come diavolo abbia fatto.
Oggi RB risulterà imprendibile, una frazione dopo l'altra senza la virgola di un errore, come vuole che sia la leggenda di RunnerBlade.
Proseguo nel saliscendi, ma le sensazioni non sono le migliori, le gambe faticano, i reni reclamano.
All'inizio della prima salita provo a sgranchirmi un pò prima dello sforzo. Niente, è come se avessi i freni tirati. Mi passa Giancà con la sua pedalata veloce e costante, lo terrò a vista nei prossimi 20km e lo perderò a Carpino.
Non riesco ad andare, le gambe di legno e la schiena a pezzi.
La bici era l'unica frazione che sentivo di poter fare al meglio, al contrario del nuoto e della corsa che in questi giorni per un motivo o per un altro, non avevo fatto.
E proprio in bici stavo soffrendo come non mai, da poco dopo la partenza fino all'ultimo km.
Cerco di non mollare e continuo a spingere in un modo o nell'altro.
Tornato sul piattone mi rimetto in posizione a 37 di media, ma dato che non voglio collassare in corsa dopo qualche km scendo a 34, in effetti realizzo che non avrei potuto continuare per tanto, e malgrado questo sorpasso tanta gente.
Arrivo in zona cambio e comincia l'ultima frazione, la corsa.
Tanto caldo, 3 giri da 7km circa, non credo di reggere per molto.
Faccio il primo giro a un passo regolare di 5:06/km incrocio Giancarlo e gli dico di non mollare altrimenti lo avrei ripreso.
All'inizio del secondo giro comincia la lenta decadenza, 5:20 la media dei successivi 7km
Ci scambiamo frasi incoraggianti io Stefano Loredana e Giancarlo, sotto quel caldo infernale.
Media 5:30 il giro finale degli ultimi 7km.
Alla fine di tutto ho retto molto meglio la corsa che la bici, in paragone agli allenamenti fatti.

Chiudo in 5 ore e 41 minuti, meglio di quello non avrei mai potuto fare, neanche di 10 secondi.
Ho dato tutto quello che avevo.

Oggi posso dire che sono soddisfatto proprio perchè consapevole di aver dato veramente tutto quello che potevo, ieri quando ho chiamato Alessandra non lo ero, ero troppo rimasto male della mia frazione in bici, soffrendo dall'inizio alla fine.
Il percorso non era molto facile, sicuramente le ruote ad alto profilo me le potevo risparmiare, ma sono convinto che non sarebbe cambiato niente. Come si sa, il mezzo va sempre spinto con le proprie gambe, e se non ci sono quelle non c'è ruota o bici stratosferica che tenga.

Concludendo posso dire di aver concluso il mio secondo 70.3 migliorando di una decina di minuti il record sulla distanza (distanze permettendo) e ritenermi soddisfatto di aver corso 21km senza fermarmi mai, se non per bere ai ristori, ancora una volta.

Dati statistici
Frazione Nuoto00.32.20P.Fraz Nuoto159
Frazione Bici03.14.00P.Fraz Bici115
Tempo Nuoto+Bici03.46.21Pos. Nuoto+Bici145
Frazione Corsa01.55.07P.Fraz Corsa67
Tempo Totale05.41.28
115


Ora torno a pensare alla corsa, anche se a Ottobre c'è la Granfondo di Roma.
Ho deciso ieri di rivedere i miei programmi da qui a fine anno, Torino torna in forse al 50%, Sabaudia la escludo per adesso, ora mi riposo un paio di giorni e poi con calma tutto tornarà ad essere più chiaro.


I 4 dell'apocalisse!

Orecchiette alla marinara
Tutto pronto
...anche Aran è pronta

Stefano er Panda e io

Dopo gara


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IM 70.3 Italy, niente e nessuno mi ha fermato stavolta

lunedì 11 giugno 2012

83 commenti
Eccomi di nuovo a piedi nudi sulla spiaggia, su quella spiaggia. Solita cuffia blu, solita gente, solita atmosfera, sono rilassato, i miei amici sono con me, la mia famiglia anche, ci siamo ormai.
Nuoto un pò prima dello start, l'acqua non è poi così fredda. Vado in zona partenza, dove trovo Carlo che mi stava cercando, arriva mia moglie e mio figlio, sempre presenti nei miei momenti importanti.
Nuoto
Suona la sirena del via, dopo un anno esatto. Lascio andare tutti, vado in acqua, stringo l'orologio, e magari se faccio partire il crono è anche  meglio.
Si deve correre un pò in acqua prima di arrivare a nuotare. Via, cominciamo a sbracciare. Manate, zampate, botte, ma sono dietro per fortuna, poca roba. Fino alla prima boa continua lo sfilarsi del gruppo, poi la fila si allunga e si allarga. Le boe non sono correttamente allineate, e sembrano infinitamente lontane una dall'altra.
Molta gente passa a sinistra proprio per questo disallineamento, accorciando il percorso, ma forse fanno bene loro, visto che a ogni boa io non traccio una linea dritta ma un continuo e lungo zigzag.
Finisce il primo tratto in deriva, si nuota verso nord. Anche questo sembra un tratto molto lungo.
Finalmente si gira verso riva. Comincio ad allungare un pò, passo sopra a un pò di gente, ma la direzione è vaga. Il problema in sostanza è stato questo zigzag. Superata una boa si continua grosso modo nella stessa traiettoria, ma alzando la testa si avvistava la successiva boa in un altra traiettoria, e  così via, fino alla fine. Ma veramente questo ritorno non finiva mai, le doppie boe che delimitavano il rientro nei fralngiflutti erano sempre molto lontane. La sensazione era quella di nuotare per troppo tempo, il ritmo era veloce, il respiro lo conferma, tengo duro e continuo, fino a quando penso che se continuo così arrivo già stanco fuori dall'acqua. Così è, infatti, ancor prima di finire a nuotare. Mi alzo in piedi e guardo il crono, 47:49.
Dico tra me e me, non è possibile, dove ho sbagliato?
Comincio a correre, Giancarlo mi urla che il giro era piu lungo di 1900m, quelle poche parole mi danno il conforto che cercavo. Non sono Phelp, ma contavo di uscire almeno sotto i 40min.
I miei supporter mi urlano e incitano, anche troppo, qualcuna tornerà a casa senza voce, entro in zona cambio, la testa gira, ma infilo i calzini, le scarpette, il casco, i gel, occhiali e anche i guanti, via, qui comincia la mia gara. Brant mentre salgo in bici mi urla, gli dico 'Aspetta qui, torno subito!'
Bike
Aran scalpita, non la trattengo.
Subito a tutta nel tratto cittadino, in posizione si comincia a viaggiare sui 38orari, forse un pò troppo.
Si curva e si esce dal centro, mangio una barretta con calma, quelli da poco sorpassati a tutta mi guardano incuriositi, gli sorrido. Acqua per madare giù quell'impasto papposo e via, sotto di nuovo a spingere.
Passiamo sull'asse attrezzato chiuso per intero per far passare noi, la pendenza in discesa è lieve, ma permette di pedalare a 48orari, ma dopo 6km il gioco finisce.
Si esce dall'autostrada e la salita poco dopo arriva. Il tratto fatto il giorno prima con Pietro Luigi Stefano e altri lo riconosco, spingo allora prima di arrivare alla salita. Da quel momento in poi è un continuo jòjò come dice un americana, passi tu passo io, ripassi tu ripasso io. Fa caldo e le borracce d'acqua non si bevono, si rovesciano sulla testa. Al ristoro si fa il pieno, e un lungo tratto rettilineo permette di recuperare il tempo perso in salita. Le gambe cominciano a pesare, si riprende l'asse attrezzato, si spinge ancora, ma il vento è contro, pochi km e si esce per il secondo giro, ancora jòjò.
Ancora il ristoro e ancora il tratto in discesa tutto dritto, si spinge, in pianura tra gli alberi il contakm è fisso sui 44orari, sto esagerando, lo so, ma non me ne frega niente. Prima di riprendere l'asse mangio la seconda barretta, bevo, si arriva in autostrada e si spinge ancora, controvento, in lieve salita, supero tanti ciclisti a una velocità a dir poco esagerata, guardo il crono, sto andando a 35orari, ma allora erano loro ad andare a 20 all'ora! Fatico molto ma me ne frego, non vedo l'ora di arrivare. Prendo l'ultima borraccia di sali e spingo per l'ultimo tratto autostradale. Si scende in città, curva a destra poi a sinistra, si passa di nuovo per il centro, la gente è aumentata e ti incita, le ruote a 42orari fanno un rumore che incute timore.
243 posizioni recuperate in classifica. Ho spinto tanto.
Corsa
Scendo dalla bici e i miei amici mi urlano ancora, che grandi sono stati! Arrivo in zona cambio che piango, nessuno lo vede, ho gli occhiali e il sudore si mescola alle lacrime, mia moglie è davanti alla mia postazione che mi aspetta, gli mando un bacio, aggancio la bici, sfilo le scarpe e metto le 'running', ho finito, ho già vinto!
Antonio mi riprende con la videocamera arroccato come un paparazzo, anche lui mi aspettava.
E' finita, ormai è finita, giro il numero e comincio a correre, ripeto ancora è finita e piango. Sul percorso incontro Stefano, piu contento nel vedermi che di finire la gara, Carlo ci sosteniamo a vicenda, credo di aver riconosciuto Marco Bucci che mi chiama per nome, alto circa due metri non poteva essere che lo svizzero! Ivo Collu visto in albergo, in bici e anche in corsa, scambiamo due chiacchiere e poi proseguo al mio ritmo (Ivo hai fatto un 70.3, hai fatto una gran gara!) Franchino sul bordo strada, Aldo Rock, Gianni, una coppia sconosciuta che ad ogni giro mi chiamavano per nome, i bambini, al primo giro mi fermo e bacio mia moglie, Antonio Brant è ancora li che mi riprende a ogni passaggio.
Primo bracciale, secondo bracciale, che corrispondono a primo ponte, secondo ponte. Arriva il terzo e ultimo giro, non ho il tempo al km, non me ne frega niente, ho solo il tempo totale, sto comunque sotto le 6 ore, allungo il passo dopo aver percorso l'ultima discesa del ponte, sul tratto di lungomare è un continuo sorpassare, arrivo al bivio dell'arrivo, stavolta giro a destra, metto la freccia ed entro in spiaggia, mia moglie e i miei amici sono tutti li, mio figlio mi prende per mano e corre insieme a me fino al traguardo. Lo speaker mi chiama 'Arriva anche Gianluca, che bello col figlio, Master Runners anche tu sei un finisher' Voci dicono che un certo Brant (grazie amico mio) ha detto il mio nick allo speaker, io lo avevo sentito ma non ci avevo creduto!
Due vinictori
Sto aspettando le foto del mio arrivo con mio figlio, noi due che voliamo in mezzo a due ali di gente che ci applaudiva! Ho ancora la pella d'oca!
Conosco dopo l'arrivo anche SemperAdamas (chiedo venia se al tuo dir 'Sono Francesca' ho detto Francesca? ...poi ho visto i capelli rossi e tutto è stato chiaro! :)) grandissima anche lei ad aver portato a termine questa grande impresa che in poche riescono a fare!
Un fine settimana pieno di emozioni, Luigi 'Magic' coi suoi boccoli di ferro, Loredana tanta grinta da vendere, Paolo Scotti anche lui finisher, Pietro la nostra guida turistica sul percorso, un omino della Varese Triathlon che mi ha salutato dicendomi di avermi visto da Guzzo, Alessio con una media a fine gara, Mario il giorno pregara, tutto perfetto...
o quasi tutto, il guastafeste stavolta l'ha fatta veramente grossa. Mentre io correvo i 21 km c'era qualcuno che mangiava a bordo strada alla faccia mia spaghetti alle vongole, sorseggiando un fresco e brinoso calice di vino bianco in compagnia della sua signora.
Ma questo lo voglio raccontare nel prossimo post, ora voglio godermi la mia ritrovata gioia, dopo tanto tempo giustizia è stata fatta, le tre medie bevute in compagnia dei miei amici stavolta avevano tutto un altro sapore.
Pescara 2012, IronMan 70.3 Italy, obiettivo distrutto, passo e chiudo.
Traguardo che dedico a mia moglie e a mio figlio
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Triathlon Sprint Trevignano, e due!

lunedì 21 maggio 2012

38 commenti
Lo sapevo che alla fine sei una brava bici!
Di tutto punto sabato gli ho dato una bella lucidata, ma non gli ho detto niente, ci capiamo al volo ormai.
Appena arrivato in zonacambio(.com) mi sfilo la muta molto facilmente, ma la testa gira, gira tanto. Metto il casco e mi abbasso a prendere le scarpette, barcollo letteralmente, mi siedo a terra, gira tutto intorno a me, mi rialzo, metto l'antivento smanicato e parto. Destra e sinistra sul tappeto rosso poi tutto torna alla normalità, passo la riga della T1 e salgo in bici, si pedala!
Appena sulla strada principale vedo altri due della Flipper mi accodo a loro, da tre diventiamo subito sei, e da lì cominciamo a darci il cambio lungo i 20km. Al giro di boa comincio a mettermi avanti, e da lì ci diamo il cambio in due, la pagherò questa presunzione, alla salita del 17°km mi staccano tutti, le gambe sono quasi cotte, ma finita la salita riesco a raggiungere un Flipperino anche lui staccato dal gruppo, finiamo insieme dandoci il cambio negli ultimi 3km. Appena scendiamo e corriamo in T2 con la bici che corre davanti a noi mi fa 'Che ti è successo? Eri il più forte del gruppetto?' Gli rispondo 'Chi io? Ma de che, io in salita me fermo proprio'. Continua a dirmi che andavo forte, ma non avedo il contakm ne il gps non ho idea a cosa o a chi si riferiva il compagno di squadra di Alessio.
Levo il casco, metto il cappello, infilo le scarpe e parto per la corsa, arrivato al cancello della T2 mi accorgo che ho ancora indosso l'antivento, volevo buttarlo li di lato, ma visto che 30 euro oggi sono cosa preziosa, torno indietro e lo metto accanto alla mia bici.
Riparto e stavolta non torno indietro, consapevole che anche questa è andata ormai.
La corsa va regolare, mi metto al passo e arrivo dopo due giri al traguardo di questo sprint.
Il nuoto?
Giusto, il nuoto.
Prima della partenza Massimo mi dice di farci un giro in acqua, sono un pò restìo da ciò, ma mi butto con lui a fare qualche bracciata. L'acqua è gelida.
La settimana scorsa mi si è rotta la caldaia dell'acqua a casa, e di ritorno da una corsetta ho dovuto fare una doccia fredda. Il ricordo che ho è questo, un respiro intenso, i polmoni che si riempiono d'aria e il respiro diventa breve e veloce, movimenti veloci per sbrigarmi a uscire da quella doccia gelata, il tutto è durato pochi secondi.
Ieri il tutto è durato almeno 4 minuti, stesse identiche sensazioni, ma con la consapevolezza che almeno 15 minuti dovevo subire quella tortura.
Testa fuori dall'acqua fino alla prima boa, agitazione e voglia di finire il prima possibile.
Superata la prima boa mi defilo a destra, testa in acqua e via verso la seconda boa e poi verso riva. Mi rilasso, il corpo ormai si è abituato, i piedi no, ma io non li ascolto e vado verso le bandiere sempre allo stesso ritmo.
 Come diceva ieri Zorro, si respira un clima diverso in queste gare, anche se la competizione c'è sono tutti più rilassati. Giancà però gli fa notare che noi siamo dietro a tutti, sicuramente nelle prime posizioni cambia la cosa. Giorgio mondiale parla con noi, vuole divertirsi oggi. Mi ha superato in corsa come un missile, la cosa bella è che a tutta mi risponde con un 'Aò, ciao!' che grande!
Mi spiace per quel Bonze di un Carlo che non lo fanno partire per le ruote non omologate, in compenso mi fa un servizio fotografico da vero giornalista.
Ciccio stai percorrendo lo stesso mio percorso dello scorso anno, no Vico, no Trevignano, mi raccomando fatti controllare bene la bici per Pescara, non ti voglio vedere sul bordo della strada!
Giancà ha sofferto il nuoto, tra sms e mail ieri gli ho comunque detto che tutti hanno sofferto il nuoto, e che un esordio così può solo dargli più grinta per le prossime gare, quando troverà l'acqua più calda saranno guai!
Divertito e contento, queste sono gare che mi divertono, contento che ormai mancano appena 19 giorni al via, e ieri è stato solo un assaggio.
Io Giorgio Calcaterra e Giancà

Metto gli occhialetti

Io RB e Zorro

RB dice a Zorro 'Tanto te lo faccio fa anche a te!'

Partenza1

Partenza2

Arrivo a riva

Cerco Carlo, ma è dall'altra parte...

Quant'ho fatto?

So forte ao!

Copertò - ? - Massimo O. - Io

Manco la rianimazione ce salva!

Preparo la zonacambio (Foto StefanoLaCara)

Chiacchiero con Carlo (Foto StefanoLaCara)

Spiego il percorso a Calcaterra (Foto Zorro)

Cerco il laccio (Foto Zorro)

Stretching? No. ...'ndo cazzo sta sto laccio!!! (Foto Zorro)




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