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Borgo Egnazia Triathlon, ulivi, mare e trulli

martedì 11 febbraio 2020

6 commenti


19 Ottobre 2019
Quasi 4 mesi fa erano passati 4 anni e 4 mesi dall'ultima volta che avevo indossato un body e una muta, tanti, forse troppi.
Ho deciso di prendere parte a questa gara lontana di posto e di data per vivermela in solitaria, lontano da tutto e da tutti per provare a concentrarmi su me stesso e vedere se ancora mi piace quello che una volta amavo fare, per vedere se effettivamente voglio ancora fare questo sport, per ritrovarmi, per rimettermi in gioco, per ricominciare, per finire.
Gli allenamenti fatti mi hanno dato la certezza di poter completare la distanza del mezzo, la nuotata in vasca da 50m all'aperto sui 2000m senza aiuti alcuni l'ho fatta e senza l'ombra di crampi (quello che mi preoccupava di più), in bici non ho avuto problemi, superati i cento diverse volte senza particolari affanni, la corsa... il lungo più lungo è stato di 17km, ma poco importa, la voglia di riprovare la sensazione di stare in mezzo alla calca in mare è tanta e se in corsa accuserò il colpo vorrà dire che me lo merito, pazienza.
Come immaginavo, lo stare in fila aspettando il mio turno per entrare in acqua non mi emoziona molto, giusto quel poco come premio per gli sforzi enormi fatti negli ultimi mesi, perchè ripartire da zero dopo quattro anni e fare una gara su queste distanze mi ha richiesto uno sforzo non indifferente, fisico ma sopratutto mentale e reindirizzare la testa su certi ritmi rimane, ancora oggi, la cosa più complicata e svogliata che ho.
Si sta in acqua tutti insieme, da quando hanno messo il rolling start o come lo chiamano non ho piu gareggiato e la cosa non mi dispiace.
Il giudice e lo speaker stanno traccheggiando con la tromba dello start e mentre uno dice di fare una prova l'altro schiaccia il pulsante e la tromba suona e i primi partono e lo speaker dice di fermarsi e il giudice conferma lo start ...cominciamo bene.
Nuoto rilassato con la muta che mi ha prestato il mio amico Strong, che mi ha prestato anche il body, che mi calza a pennello,  che di amici così se ne trovano pochi (non per la muta), malgrado i chili in eccesso.
Rispetto al mio ultimo mezzo ho abbondantemente ottomila grammi di zavorra da portarmi dietro, in bici e nella corsa, ma che in acqua mi aiutano a galleggiare ulteriormente facendo un ottimo 35:33 su 1921m in acque libere, l'ottimo ovviamente riguarda i miei standard.
Esco dal mare contento, divertito, abbastanza riposato, tranquillo al punto che presa la sacca del primo cambio mi metto seduto, sfilo la muta e con tutta calma infilo i calzini le scarpe e i guanti.

Il pettorale è attaccato con spille da balia e nastro isolante a un elastico di un impermeabile rimediato in auto, ho dimenticato di portare l'elastico e altre cose, ma non sto qui ad elencarle tutte, mi ci vorrebbe mezza giornata.
Vado a prendere Aran, il pomeriggio prima ho tolto la lenticolare per il troppo vento, già ho da faticare di mio ci manca solo lo sbandamento laterale. Il percorso prevede una salita non troppo impegnativa ma con tratti importanti, brevi ma intensi e per come sto messo segneranno le mie gambe per il resto della giornata.


Prima metà gara in pianura, ovviamente a 37km/h di media (ndr 34) poi all'inizio della salita mi pianto come una fava e comincio a imprecare istericamente e a maledirmi per ogni metro di dislivello fatto, per questa scelta del cazzo fatta in preda a una voglia ostentata e ingiustificata di gareggiare ancora una volta, dopo tanto, dopo troppo. Al giro di boa, ripercorso un tratto ondulato inizia la discesa e finita questa ci sono quasi 10km in pianura con un controvento di Maria, massacro.
Scendo dalla bici finito, ma nonostante tutto inizio a correre, i primi 7 km vanno malissimo, non ho mangiato abbastanza in bici e sto in riserva e so benissimo che se mi sono accorto di stare in riserva ho già perso. Alla fine del primo giro di 7 km accenno al ritiro, ma mi trascino ancora per qualche metro, al passaggio in Borgo Egnazia mal che vada me ne vado direttamente in camera. Tiro lungo ancora, trascinandomi tra gli ulivi secolari arrivo alla fine del secondo giro e a questo punto decido di trascinarmi fino al traguardo.
La mia prima mezza corsa in due ore e zero quattro, anche se ho rasentato il passo svelto non mi sono mai fermato e taglio il traguardo ...felice? No, non mi sono divertito, ma sono soddisfatto, di avercela fatta ancora una volta, belli gli ulivi, bello il mare, belli i trulli, bello bello tutto...


Posso dunque ammettere di aver perso questa sfida, certe emozioni passano e più passa il tempo e più difficile è ritrovarle, e riprovarle. Non sono stato e sarò mai un grande campione per provare l'emozione di una grande vittoria, posso però immaginarlo, perché una mia piccola vittoria personale negli anni passati l'ho avuta, ma non è stata così piacevole quant'è dolorosa una sconfitta, questa sconfitta e quello che ho provato dopo averla vissuta purtroppo non dura altrettanto a lungo.
Di una cosa però vado fiero, ogni giorno che passa, ogni allenamento che faccio, ogni cosa che vedo, ogni momento che vivo scopro di nuovo chi sono veramente e quando ripenso che a inizio maggio farò il Challenge a Riccione, a fine Maggio la Nove Colli e a Luglio l'Ironman in Austria, mi odio, mi detesto e mi ripudio, ma prima o poi questa ostinata voglia di continuare a fare sport finirà.
Sono anni che me lo ripeto e sono anni che continuo a fare sempre gli stessi errori, iscrizione dopo iscrizione, vengo sempre sopraffatto da questa inerzia iniziata anni fa che non accenna a fermarsi e quando provo a farlo eccola che torna alla carica a ricordarmi che a comandare è sempre lei, facendomi sbagliare, costantemente, nel tempo.
L'unico modo allora di combatterla è affrontarla in ogni gara, riflettendo su essa, pensando a me stesso, alla strada percorsa, al traguardo da raggiungere, per giungere poi sempre alla stessa conclusione, allo stesso pensiero, alla prossima gara da fare.
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Redemption Run

lunedì 16 novembre 2015

8 commenti
Prepararsi a dovere una maratona e correrla al meglio delle proprie possibilità ti da una soddisfazione incredibile, ma andarci senza preparazione e portarla comunque a termine è una soddisfazione indescrivibile, specie se...

La parte più difficile è stata partire e a metà strada decidere di proseguire a correre per altri 20km.
Una trasferta ricca di persone ed emozioni è stata quella di Verona, lo sport a quel punto è diventato solo un contorno che ha riempito il tempo restante.
Non ho km sulle gambe per la maratona, il rischio è quello di stare fermo per i giorni successivi fino alla totale ripresa, la cosa che mi preoccupa di più.
Allora l'idea è quella di fare la mezza visto che i 21km arrivano sotto l'arena.

La sera spillo il pettorale sulla canotta, i dubbi spariscono.
Parto con un gruppo di persone che spaziano da 4,45 al km a 5,10 al km, bene, ho avuto sempre idee contrastanti sul ritmo gara, ma mai come ieri.
Alla fine, tra una perdita e l'altra, il gruppo è diventato di tre persone, io Marco e Daniele.
I primi 20km volano, passati al bivio giro per la 42km, il dolore al piede è costante, tanto vale continuare.
Appena prima del ponte che ci porterà fuori città decido se tornare indietro o no, è la mia ultima occasione.
Proseguo, ho dolori alle gambe, ma sono sopportabili, continuo.
Marco (con le cuffie) e Daniele (senza) sono entrambi concentratissimi, la mia è invidia, li guardo spesso, nei loro occhi c'è quella grinta e quella determinazione da tempo assente dentro di me.

Ultimamente non sento altro che discorsi su... "quelle persone si definiscono atleti ma impiegano oltre un ora sui dieci km, più di due ore sulla mezza e oltre le 5 ore sulla maratona...e si definiscono runners" dicono.
Tutti o comunque una gran parte di quelli che conosco, me compreso, hanno iniziato così, ma poi in alcune di queste persone avviene una trasformazione, quella da runners a critico dello sport.
Appena si acquista un minimo di sicurezza o esperienza stanno tutti sul pezzo ed ecco che fioccano le critiche o i sorrisetti nel guardare "queste persone".
Negli sguardi di questa gente, miei cari critici d'arte, c'è qualcosa che voi avete smarrito o che non avete mai avuto, e non sarò io a dirvi cos'è.

Marco non tiene il passo, il carburante è finito, provo a spronarlo ma inizia a camminare.
Raggiungo Daniele e con lui proseguo fino alla fine, quello che ci siamo detti tra una curva e l'altra, tra un respiro e l'altro è quel qualcosa in più che ha reso questi km i più belli dei miei ultimi anni.
La soddisfazione nel vederlo raggiungere un obiettivo, la gioia nel vederlo prendere per mano la sua bimba fermandosi a 50 metri dal traguardo e arrivare con lei...
Grazie Daniè.



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Una domenica di sport

lunedì 9 novembre 2015

11 commenti
Una domenica di sport, iniziata con la mezza di Fiumicino. Una gara ben organizzata, con segnaletica dei km sfiorante la perfezione, buon ristoro e the caldo prima e dopo la partenza.
Corro con le Mizuno, l'ultimo lungo di 30km di domenica scorsa fatto con le vecchie Brooks mi ha lasciato troppo il segno, non al piede (come avevo paura) ma per le mie gambe, sono scarpe troppo consumate per tutti quei km.
Dunque sembra che la fascite sia passata, ma i km non ci sono e infatti anche la mezza la finisco con fatica, non per il ritmo quasi perfetto, ma per la stanchezza che ho a fine gara sulle gambe.
Mancano i km e forse potrei anche pensare a fare il bis con Sabaudia, insieme al mio compagno di merende, ma forse quella che manca è la voglia, vediamo dopo Verona.

Prosegue la domenica con un motomondiale ormai triste da vedere. Sono solo due anni che lo seguo assiduamente, non sono un motociclista, non ci capisco niente, ma una cosa è sicura, Marquez dovrebbe vergognarsi.

A seguire un derby già iniziato a causa delle tante interviste a fine MotoGP. Non seguo più il calcio, anche se quest'anno la Roma è in "Cèmpiòns", il derby però lo vedo, come vedo un bambino di circa 6 anni con la maglia della Roma che fa il doppio dito medio.

Non è questo lo sport che mi piace.

Fortunatamente ci pensa il mio amico Yò a mandarmi un bel ricordo di quest giornata, io la sòra Assunta e la fija della sòra Assunta!
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Ventuno

martedì 9 dicembre 2014

23 commenti
La sveglia suona, come tutte le volte in automatico e senza guardare la spengo con la mano sinistra, mi giro e guardo l'ora, le 5:30.
Per un attimo rimango a guardare l'orario non capendo, ma che minchia devo fare che ho messo la sveglia così presto!
Un attimo dopo ricollego il tutto, mi alzo e faccio le solite cose che ormai sono di routine la mattina di una maratona, tranne che una, fare colazione.
In macchina mangio una barretta avanzata da Torino, mescolo il Polase in una bottiglietta d'acqua mentre ascolto i ColdPlay.
In lontananza le nuvole non promettono nulla di buono, le previsioni davano una leggera precipitazione dopo pranzo.
Come accade spesso negli ultimi tempi, non sono pronto per questa gara, gli allenamenti dopo Torino sono stati praticamente nulli, 70km in 20 giorni, ma la cosa non mi preoccupa, so già a cosa vado incontro.
Con GianCarlo abbiamo deciso di portare a casa questa ennesima medaglia, il ritmo sarà blando dall'inizio alla fine, il tempo non sarà il nostro obiettivo...
Il primo km passa poco dopo 4minuti e 40 secondi, ci può stare, la partenza è stata molto rapida, pochi partecipanti e strada sgombra.
Il secondo km e il terzo li facciamo in 9 minuti e 13secondi, portare a casa una sega!
Dal cazzeggiare al faticare il passo è stato breve, anzi, inesistente.
"Se devo fare il botto tanto vale farlo per bene" gli dico al primo passaggio sotto l'arco, in fondo cosa mi aspettavo una passeggiata col cestino in mano?
22-GianCarlo 23-Io 31-Maurizio
Nei primi 15km parliamo di tutto, di Pescara, di lavoro, di pensioni, di gnocca, di bici, di cazzari... ma i primi dolori cominciano a farsi sentire.
In effetti nel cervello ancora non avevo metabolizzato il fatto che avrei dovuto correre per altri 27 km, la cosa fondamentale era superare il parcheggio dove stava la mia auto e l'arco di partenza che segnava il primo giro di 18km. La parte più dura infatti è stata quella di non fermarmi al primo giro, se solo GianCarlo avesse accennato a un "Ma se... Ma si..." mi sarei fermato immediatamente, abbiamo passato il centro città in totale silenzio.
Appena abbiamo girato verso il lago eravamo consapevoli che ormai si sarebbe arrivati in fondo, in un modo o nell'altro.
Ma appena dopo il ponte del lago, superata la salitella che ci portava sul lungomare, ho avuto un crollo fisico inaspettato. Credevo di tenere botta almeno fino al trentesimo km e invece già al ventesimo avevo dolori alle anche e alle gambe.
"Che vuoi che siano 17km per un Ironman!" me lo diceva GianCarlo nel vedermi in difficoltà, gli dico di andare, lui mi dice di non mollare, ma reggo fino al ventottesimo, non ce la faccio più.
Gli prometto che rallento ma non mi fermo e gli dico di andarsi a prendere sto premio di categoria, e finalmente va...

Tanti sono i pensieri durante gli ultimi 14km, ma solo uno riesce a prevalere sugli altri, quello di arrivare al traguardo e di non fermarmi.

Concludo la mia ventunesima maratona in 3 ore e 28 minuti a Sabaudia, anche se la chiamano di Latina perchè fa provincia, contento e dolorante, la soddisfazione di averla portata a termine è grande.

Dicono che l'Ironman ti forgia, che ti da la forza di andare avanti e di non fermarsi alla prima difficoltà, che devi continuare a correre anche se i dolori alle gambe e ai fianchi sono insopportabili, di mantenere il passo o almeno far finta di mantenerlo perché è la testa che comanda non le gambe, che se hai corso 42km dopo aver fatto 7 ore di nuoto e bici allora puoi farne anche 17 dopo due ore di corsa...

Ma poche gare danno emozioni e sensazioni incredibili, e la Maratona è una di queste, e io sono contento di essere un maratoneta.
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Torino 2014 ...e sono 20

giovedì 20 novembre 2014

17 commenti
Che c'entrano i cannoli siciliani con Torino?
Tutto ha un significato.
Finalmente la ventesima maratona è arrivata.
Dopo la disfatta di Roma ho arrotondato il conto sulla 42km.
Sulla distanza 'netta' ne ho fatte 18, contando quelle dell'Ironman il conto torna. Si perchè anche quelle valgono, eccome se valgono.
E' stato un fine settimana ricco di emozioni, ho rivisto e conosciuto (finalmente) molta bella gente e cenato insieme a loro, corso insieme a loro, eccone una parte.
Un'opera incompiuta
Mancava il pezzo grosso, fermato da un acqua inarrestabile, ecco perché la foto è un quadro che l'artista non ha ancora finito di dipingere.

Una gara sofferta.
Dal 1° Settembre a domenica scorsa ho corso una media di 42km settimanali (555 circa), i problemi che ho avuto giustamente dopo il km 30 sono principalmente di natura motoria/meccanica.
Con Mauro abbiamo provato ad andare a ritmo gara da subito, ma nel primo km il bottleneck era peggiore di quello che ci avevano detto.
Nonostante questo siamo quasi riusciti a riparare il danno, ma i continui saliscendi, quasi impercettibili a volte ma sempre presenti, ci hanno fatto passare la prima mezza in poco più di 1ora e 40minuti, li ho realizzato che le 3:19 sarebbero state impossibili, almeno per me.
Ma questa era una scommessa nata troppo tempo prima per poter essere vinta, le troppe vicissitudini trascorse negli ultimi tempi hanno complicato le cose, ma non si corre solo per il crono fortunatamente.
Io e Romeo
Ho impresso per sempre questo grande fine settimana nel mio cuore, fatto di persone e di emozioni che non dimenticherò mai.
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Momenti indelebili

martedì 8 luglio 2014

43 commenti
Passare nelle stesso posto diverse volte e vedere che l'ombra si sposta sul lato opposto del marciapiede dove stai correndo.
Partire col sole che sta ad est ed arrivare al traguardo che sta ad ovest.
Ci sono sensazioni che non si possono descrivere, ci sono momenti in cui nessuno intorno a te può fare qualcosa per aiutarti, per farti correre quegli ultimi km, per darti un sostegno valido per finire quella gara che stai aspettando da un anno.
Km 38 della maratona, mi fermo, cammino, non ho più niente dentro, vorrei sdraiarmi per terra, vorrei fermarmi sedermi e non rialzarmi più, mancano solo 4 km, ma non ho più un briciolo di energia, niente.
Non mi ero mai sentito così vuoto, mai, la coca cola ai ristori è finita, qualche zucchero mi aiuterebbe a riprendere, ma non ne hanno più.
Alla tenda dei soccorsi medici intravedo una bottiglia di cocacola sopra a un tavolo, me ne verso un bicchiere e continuo a camminare.
La gente ai lati del Meno continua ad incitarmi, li sento a malapena, non ho più le forze, neanche per alzargli il pollice.
Guardo il crono, ce la posso ancora fare.
Stare sotto le 11 ore.
Penso se ne vale la pena.
Penso a cosa possa servire.
Penso che dopo tanti sacrifici ce la posso fare ancora.
Per cosa?
Per me.
Perchè quando credo che ce la posso fare, io ce la faccio, malgrado tutto.
Piano piano arrivo finalmente al km 40.
Prendo un cubetto di ghiaccio al ristoro, a cosa serva non lo so, non ne ho mai presi, lo tengo in mano, mi rinfresca, mi piace.
Arrivo al 41°km, la RedBull presa al posto della Cola forse mi ha dato la giusta energia.
Passo per l'ultima volta sul ponte a est, manca un km al traguardo, recupero le ultime forze per fare la discesa del ponte e correre gli ultimi metri sul Meno.
Ho finalmente preso il braccialetto viola, un volontario mi fa cenno di girare a destra, levo gli occhiali e cerco di togliere il sale che ho sugli occhi con le dita.
A destra mia moglie e mio figlio mi chiamano, gli urlo 'vi amo!' e vado al traguardo, allargo le braccia e la gente mi allunga le mani per toccare le mie.
Quello che si prova in quegli ultimi metri non riesco a descriverlo.
Brividi, gioia, sollievo, cattiveria, odio, amore, soddisfazione...

Ce l'ho fatta, ancora una volta!
Ho migliorato anche il mio record, ma non me frega un cazzo.
Il pianto breve ma intenso all'arrivo mi libera di tanti pensieri, tante preoccupazioni, tante angosce che in questi ultimi tempi mi hanno corroso.
Ma per corrodere il ferro ci vuole ben altro, quello che mi ha ingiallito in questi ultimi mesi è solo un leggero strato di ossido, basta poco per toglierlo via.
Sono tornato alla realtà da ieri, oggi sono tornato al lavoro, se ancora così si può definire.
Dentro sono cambiato, ancora una volta, e questo mi permetterà di affrontare nel meglio dei modi questo periodo professionale infelice, di merda.
Anche a questo serve essere finisher.
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NoveColli pensieri e parol(acc)e

lunedì 19 maggio 2014

23 commenti
Questa foto ormai ha fatto il giro di tutti i maggiori social, facebook, twitter, watsapp..., ma non tutti sanno che quel piatto di tortellini non era il primo piatto del pasta party dell'arrivo, lo abbiamo mangiato subito dopo la salita del 5° colle, il Monte Tiffi, dopo aver pedalato per oltre 100km, a metà strada insomma.
Subito dopo, siamo risaliti in sella e siamo andati a fare i 100km rimanenti (il bello della bici).
Ho sofferto, quest'anno non ho avuto da subito una buona impressione sulla gara fatta, aspettavo i cartelli dei colli come quando, preso dalla crisi, aspetto i cartelli degli ultimi 9km della maratona, e quei km non passano e non arrivano mai.

Giancarlo il camoscio, con la sua pedalata veloce, scalava metro dopo metro tutti i colli. Non risucivo a tenerlo e ad ogni inizio salita mi diceva "questo facciamolo piano che so pieno de crampi..." e ripartiva in tromba, tant'è che pensavo "questo me sta a pijà per culo" e invece, dopo un po ho capito che quello era il suo passo ed io avevo il mio, non l'ho mai perso di vista, ma lui se ne andava come uno stambecco, uno scalatore.

Le salite lo ho sempre sofferte, lo sanno tutti, ma fino a ieri non le avevo mai odiate.
I ciclisti scarsi come me, sulle salite al 12% pedalano anche a 7km/h, sull'orlo dell'equilibrio, tanto che al secondo colle, uno che mi precede per non tamponare quello che gli stava davanti frena leggermente e perde l'equilibrio, fermandomisi davanti, alchè quasi mi spiattello per terra. Di conseguenza quello alla mia sinistra cade letteralmente nel piccolo (per fortuna) fossato e quello alla mia destra mi sfranteca la pedivella nella caviglia, appoggiandosi spalla a spalla.
Urla avvisi e altre imprecazioni impediscono l'effetto domino generale, tranne che ad altri 3.
Ripartire poi in salita con quegli attacchi maledetti è un altro dilemma, un piede agganciato e l'altro da agganciare al primo giro di pedale, se lisci rimetti il piede a terra e riprovi.
Una cazzata, ma se dietro hai altri 5000 ciclisti che ti sfiorano passandoti accanto (sempre al limite dell'equilibrio) non puoi neanche permetterti di provare la ripartenza senza prenderti un mare d'insulti e accidenti vari.
Al quarto tentativo riesco ad agganciare e finalmente riparto.

Un dolore acuto si sente sulla parte lombare, talmente forte che viene voglia di fermarmi per riposare un pò, ma se cedo adesso allora cederò per sempre.
Arrivato al Ciola avevo quasi pensato di fare il corto, 130km invece dei 205km del lungo, ma poi sul Barbotto, vedendo che il dolore e le fitte erano costanti, decido di soffrire fino alla fine.
No pain no gain! ...cazzate, no pain is megl che pain!
Dopo il Gorolo, l'ultimo colle, finalmente si scende e si torna in pianura, dove, accodati a un trenino, torno finalmente a pedalare come piace a me. I reni non fanno più male, addirittura mi alzo spesso per riprendere il treno che allungava sulle rotonde... che spettacolo.

Arriviamo al traguardo io e Giancà come Bartali e Coppi, felici e contenti per aver portato a termine questa gara tosta, che quest'anno avevo forse ingenuamente sottovalutato, mai più lo farò.
Quasi sicuramente il prossimo anno sarò nuovamente li, o comunque una granfondo simile sarà nel mio calendario.

Un grande weekend è stato, trascorso in ottima compagnia dei due GianCarli, senza farci mancare niente...
aperitivo in spiaggia...
una nuotata in mare il sabato prima...
e un balletto brasiliano a fine gara.
Bello bello bello.
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Firenze Marathon 2013, nel bene e nel male

lunedì 25 novembre 2013

47 commenti

Due romani a Firenze (Yogi)
 ...alla ricerca di quel 'podista smarrito' che alla fine hanno ritrovato.
Yò doveva essere il terzo, ma cause cos(stol)e impreviste ha dovuto rimandare, e allora, dal suo comodo divano ci ha immortalato in una delle sue più belle opere (Ptciù!)

Anche se è la mia 18^ è inutile fare finta di niente, la tensione prima di una maratona si tocca con mano.
Un leggero fastidio allo stomaco il giorno prima durato un oretta è sintomo di nervosismo, di tensione appunto, fastidio che non provavo dal 30 giugno, lì però mi è durato un paio di giorni.
Con Giancà arriviamo a Firenze nel primo pomeriggio, ritiro dei pettorali, incrocio al volo con Kikko, Andrea&Ivana, Stefano, Daniele... tanta gente.
La cena da Zio Gigi, ormai il Cantinone di Firenze, è stata memorabile, Leo organizza tutto, aggiunge e toglie posti in tempi record, ma lui ormai è un recordman!
Presenti io Giancà, ErMoro, Leo, Bress, MauroBTR, Stefano (exFrateTac), Nereo e altre 20 persone, in pratica mezzo locale è nostro!
Un bel weekend.
Ma veniamo a noi.
Con calma io e Giancà ci svegliamo alle 6.45, dopo 15minuti siamo a fare colazione in un hotel a 5stelle lusso, ci portano ogni ben di Dio, ma noi optiamo solo per qualche fetta biscottata e marmellata.
Andiamo in zona cambio... a no, in zona partenza e le 11000 persone cominciano ad essere troppe per questa organizzazione, pochissimi i bagni (20minuti di fila) organizzate malissimo le entrate nelle gabbie, gente accalcata che spingeva, gente da 6al km insieme a quelli di 4al km... uno scandalo.
E infatti il primo km lo chiudo a 4:55, cominciamo male. I continui zigzag mi preoccupano, il ginocchio è in ascolto, ma non da noie.
Cerco di recuperare i secondi persi, e infatti passo al 10°km in 46 minuti, bene, ora mi stabilizzo sui 4:35 minimo 4:38 massimo. Il ginocchio da fastidio, ma niente di preoccupante, se rimane così va bene. Riprendo Giancà che come al solito è partito molto avanti, facciamo un km insieme a 4:35 ma lui dice che è un pelo troppo veloce, io provo a tenere il passo.
Arrivo alla mezza in 1:38 ma a quel punto il dolore è diventato realtà.
Comincia lo sconforto, sto solo a metà e non credo che riuscirò a finire la gara in queste condizioni. Più di una volta ho accennato a mollare. Quando ci siamo diretti verso lo stadio ho pensato che se passo quello, in un modo o nell'altro, l'avrei comunque portata a termine, ma se il dolore li fosse peggiorato sarebbe stato un calvario.
Al 25° affianco il Bress in difficoltà, facciamo un paio di km insieme, anch'io non sto messo bene, ma il dolore è stabile, provo a rimettermi al mio ritmo, lo abbandono al suo destino (scusa fratè).
Arrivo al 30°km qualche secondo sopra le 2:20, capisco che le 3:14:59 sono ormai andate, ma se riesco a stare sotto ai 5al km l'under 300minuti 200minuti non me lo toglie nessuno.
Ma questo è il punto preciso in cui esce il maratoneta, dal 30° al 35°
4:34 il 31°
4:40 il 32°
4:31 il 33°
4:36 il 34°
4:36 il 35°
2 ore 43 minuti bene, ma il dolore ormai è diventato forte.
Stringo i denti, facciamo sti 5km, arriviamo al 40° poi gli ultimi 2km verranno da soli (col cazzo).
36° 4:30 ai
37° 4:34 aia
38° 4:42 dolore
39° cazzo, sto zoppicando, corro male e malgrado il pubblico ti incita e urla come non mai io soffro 4:49
Passo al 40° in 3:07
Non mollo, il coltello non era fra i denti ma nel ginocchio, basta fare 2 fottuti km sotto a 5 ed è fatta.
Nino su ponte vecchio non mi vede, lo chiamo due volte con un tono di voce quasi incazzato, ma non per lui, per il dolore che avevo.
4:50 al 41° e 4:47 al 42° sei mia, Firenze stavolta non ce l'hai fatta a battermi.
3:17:55 sul Garmin.

Ho sempre odiato sta gara, anche se il percorso nuovo è molto scorrevole e bello (anche il cavalcavia del 37°km è stato bellissimo) credo che non tornerò prima di altri 5 anni.
Inizialmente non lo ero affatto, ma riflettendo a freddo mi ritengo soddisfatto malgrado i dolori (io corro per divertirmi non per soffrire), se non avessi avuto 'quel ginocchio' avrei puntato ad altro, in alto, ma va bene così, l'importante è aver scoperto le mie potenzialità.
Ora pieno relax, questa lunga stagione finisce qui e con un personal best, chiudo in bellezza insomma, sono contentissimo!
See you later!
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30km del Mare di Roma 2013 ...3,2,1

domenica 13 ottobre 2013

20 commenti

Anche se non ci vediamo più molto di frequente, oggi a Ostia ho rivisto tanta gente podista vecchia e nuova, ormai talmente 'di casa' che neanche più una foto ricordo ci facciamo.
Trascorro molto tempo con Yò, parliamo del più e del meno, del bello e del peggio, Caio invece, ha quell'aria spensierata da cazzaro DOC che forse noi, col tempo, stiamo perdendo un pò.
Stavolta preparasi alla gara è molto facile, una volta levata la tuta ho già indosso tutto l'occorrente, pronto per partire(?)
Faccio pipì in un boschetto adiacente per poi dirigermi al via, mi guardo in giro ma non vedo nessuno.
Mancano 3 minuti alle 9:00 quando mi accorgo di non avere indossato il pettorale e il chip.
Faccio una corsa in macchina, che ovviamente non era molto vicina, come un ladro impazzito apro lo sportello e metto sottosopra ogni cosa che poco prima avevo sistemato con cura. Prendo le parti mancanti e volo verso la partenza.
Ma arrivato a 200m dalla zona partenza lo speaker fa il conto alla rovescia, e ovviamente parte da 5, 4...
Un sogno ricorrente che oggi è diventato realtà.
In prossimità degli obiettivi importanti sogno spesso di stare per iniziare la gara, ma improvvisamente mi accorgo che sono tutti partiti, e io sono ancora li a preparare tutto.
Oggi però non stavo sognando, e la sensazione è stata di panico.
Poi però, passata l'edicola comincio a ridere da solo, tanto che la 'gente della domenica' col suo giornale in mano si sforzava di capire se ero il pirla dell'ultimo minuto o il nuovo scemo del villaggio.

Giro l'angolo e vedo sfilare sotto l'arco gli ultimi partenti, provo in corsa in qualche modo a 'spillare' il pettorale sulla nuova canotta de iRunners, dopo qualche buco sui polpastrelli infilo un paio di spille, credo siano più che sufficienti.
Non imposto un ritmo gara, dovevo fare un progressivo ma gli intermedi sono più simili a un elettrocardiogramma che a una scaletta che sale, o che scende ...punti di vista.
Faccio 10km con Andrea F. degli Orange, poi allungo il passo, con Daniele faccio altri 6km raggiungendo i palloncini dei 5' al km che viaggiano a 4:45 (assurdi).
Poi decido di allungare ancora il passo e il progressivo arriva, anche se i ristori sfalsano i tempi di qualche km, dal 25° al 29° viaggio sui 4:30/km
Soddisfatto, non senza fatica, arrivo al traguardo, e un piatto di penne all'arrabbiata cotte al dente me lo finisco in un attimo.

Ho fatto un rientro alle gare podistiche molto scoordinato, ma molto gradito.
Mi accorgo che la corsa mi porta a scrivere più spesso, non so se questo sia un bene o un male, io intanto continuo a correre...
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Ironman Klagenfurt, penso che un sogno così non ritorni mai più...

mercoledì 3 luglio 2013

62 commenti
Si avvisano i gentili lettori che il testo sotto riportato è altamente contagioso, non mi assumo la responsabilità di scelte o decisioni prese successivamente alla lettura del post seguente.

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Penso che un sogno così non ritorni mai più...

3,59 del mattino. Apro gli occhi un attimo prima del suono della sveglia, ma aspetto che suona, non vorrei stessi sognando. Eccola. Ho faticato a prendere sonno, in verità ho dormito a frazioni di un ora, svegliandomi a guardare l'orologio luminoso della tv per 5 volte. Il chip è alla caviglia dal pomeriggio del giorno scorso, metto il body, una maglia i pantaloni scarpe e scendo per la colazione.
Tutti con le facce tra l'isterico e il sorridente(isterico), ognuno mangia con scrupolo le sue cose, inspiegabilmente metto a scaldare due fette di pane per toast, mai mangiati per colazione, al massimo fette biscottate. Li cospargo di marmellata sperando che facciano il loro dovere. In camera poi mangio a secco anche 4 Gentilini, niente latte, solo un caffè.Cerchiamo di esorcizzare la paura tra di noi, scherziamo ridiamo (istericamente) e ci diamo appuntamento in ZonaCambio.
Non ho scarpe da ginnastica, solo le scarpe per la gara che già stanno nel sacco rosso, pronte per la maratona, saliamo in macchina, io vestito da turista e Gian Carlo in ciabatte da mare, cominciamo bene!

Ricontrollo per la 72^ volta il contenuto della sacche per i cambi, mi tornano in mente i discorsi fatti la sera prima sui cambi a cena tra di noi, muta e costume, body asciutto, pantaloncini da bike, maglia, manicotti... con un gesto veloce chiudo tutto e riappendo la sacca alla rastrelliera, basta pippe mentali.
Aspetto seduto con Gian Carlo che arrivino le 6.00 nel frattempo arrivano Luigi e Strong, il primo parte 15 minuti prima(elite), il secondo ci farà partire proprio dove non volevamo partire, a sinistra, li dove partono tutti.
Andiamo verso lo start, ci mettiamo la muta in un parcheggio di bici che alle 6 del mattino è strapieno, consegnamo la sacca bianca per il fine gara e ci dirigiamo sulla spiaggia.
La gente è tanta, come la tensione, io Stefano e Gian Carlo ci incoraggiamo, realmente tutti e tre ci stiamo cagando sotto. Il colpo di cannone alle 7 in punto ha centrato in pieno il mio cuore, un brivido mi scorre lungo la schiena, faccio partire il crono solo dopo qualche secondo.
Si nuota.
Sto in preda al panico, manate, ginocchiate, gomitate arrivano in ogni punto, nuoto per i primi 100m a testa fuori per vedere per capire... un cazzo, non respiro, mi fermo un attimo,  mi travolgono, continuo a nuotare, mi travolgono ugualmente, per un attimo ho pensato 'non ce la faccio' ma prima di terminare la frase ho immerso la testa di nuovo e ho cominciato a nuotare, e a menare...
Cerco di mantenere la calma tra una bevuta e l'altra, tra una gomitata e una pedata in faccia, voglio uscire da quel caos, ma non vedo niente, gli occhialetti si sono appannati, vedo solo un mare di mani, braccia, cuffie dorate e piedi, non vedo altro.
Continuo a stare in mezzo al caos, si affianca qualcuno che respira dal lato opposto al mio, ad ogni bracciata ci guardiamo, non so perchè ma questo mi rassicura, non ci tocchiamo anche se siamo molto vicini, proseguiamo così per parecchio. Non so chi fosse, ma lui o lei, mi ha fatto prendere il ritmo tranquillo e rilassato per poter proseguire con sicurezza.
Sicurezza e tranquillità che non avevo, in 6 mesi non ho mai fatto la distanza in vasca, il Coach un giorno mi ha rimproverato 'NON TI SERVE A NIENTE FARE LA DISTANZA IN ALLENAMENTO PER QUESTA GARA!' e come al solito aveva ragione lui.
Arriva la prima boa, cerco di starle il piu vicino possibile per fare meno acqua, ma la calca è tanta, ricominciano le pizze, le pedate, le gomitate... ma ormai ci sono, una ne prendo quattro ne do.
Si torna verso riva cercando quel canale che non si vede, mi sono fermato 6 volte per leccare gli occhialetti cercando invano di togliere l'appannamento, ma niente, dopo un minuto buio totale, col sole contro poi mi sembrava di stare in paradiso, tutto bianco.
Si intravede una boa che delimita l'entrata al canale, la punto, a un certo punto vedo di fianco a me un piede a terra, due, quattro, gente che camminava a bordo canale, occazzo! Mi butto verso il centro dove l'acqua era piu alta, ma ormai la concentrazione di gente per metro quadro era spropositata, botte e schiaffi da tutte le parti, e ancora, e ancora...
Passiamo il ponte pedonale che scavalca il canale, ci siamo, arrivano le barche sulla sinistra, tra poco si svolta ed è finalmente finito questo incubo. La riva a destra si allarga, giro sicuro... mi ritrovo a nuotare da solo in una piccola insenatura piena di canne, rido come un deficente e bevo tre litri di acqua schifosa e fangosa. Mi rimeto nel canale e poco dopo finalmente si arriva alla svolta. L'arco Swim blu si vede, è finita!
Mi alzo in piedi e cammino, ma con la mano sinistra tocco ancora terra, ero ancora a terra, sono caduto di lato, quattro belle braccia mi afferrano e mi tirano su, due belle giovani mi dicono qualcosa, riesco solo a dirgli grazie, fanno quattro passi con me, mi dicono se è ok, rispondo okok, e corro verso la T1.
Mia moglie e mio figlio ai lati del passaggio mi chiamano, mi fermo e li bacio entrambi, loro sono la mia energia fondamentale!
Arrivo in ZonaCambio, afferro il sacco blu, sfilo la muta, metto i calzini, le scarpe, la maglia da ciclista, tubolare, pompa, occhiali casco infilo la muta nella sacca e parto. Con le mani cerco il pettorale per portarlo sulla schiena, cazzo ho dimenticato il pettorale!
Torno alla rastrelliera...
Aran è pronta, ora tocca a noi, salitella che ci porta in strada, la mount line è li, la sorpasso, salgo e partiamo.
Si pedala.
La pianura iniziale permette subito di andare a una buona media, ma non spingo troppo, trovo una buona andatura, senza affaticare le gambe, arrivo al 20° a 34km/h di media, va bene così. I reni e la schiena stanno benissimo, sto bene, comincio a bere, i consigli del Coach sono perfetti. In salita non sforzo, in discesa recupero, in pianura spingo. Salite a parte ho fatto 180km in posizione crono. Chiudo il primo giro in 3 ore e spicci, vediamo il secondo come viene. Mantengo sempre la stessa andatura del primo giro, ma sulle salite del secondo giro il 25 si fa sentire, e come se si sente. In discesa e in pianura si riprende fiato e a pedalare forte. Dopo aver fatto pipì per ben 5 volte in acqua è arrivato il momento per farla di nuovo, e in un grazioso boschetto appoggio Aran sul prato e annaffio una bella pianta di quercia, con tanta tanta ma tanta pipì! Ho mangiato in tutto 6 barrette una banana e un gel, bevuto 3 borracce d'acqua 1 e 1/2 di sali e 1 di Cola.
'Cola! Cola!' urla un volontario al ristoro, prendo la borraccia chiusa, la metto in bocca e la stappo con i denti. Per un attimo la mia faccia si gonfia come quella dei cartoon, la cola calda sballottata nella borraccia ha un effetto granata nelle mia bocca, a momenti soffoco tra le risate e il gas che mi usciva anche dalle orecchie! Affrontata l'ultima salita penso che il più è fatto ormai, ma mancano ancora molti km all'arrivo, non è ancora finita, non è ancora finita, lo ripeto fino a quando non vedo il Seepark Hotel, e li ho un nodo alla gola che mi fa uscire le lacrime 'è fatta, ormai è fatta, ce l'ho fattaaaaaaa!!!!!!'
Pedalo rilassato fino all'arrivo della dismount line.
Alessandra e Lorenzo sono li ancora una volta, scendo dalla bici e vado a baciarmeli per la seconda volta!
Scendo in T2, poso Aran e la ringrazio, corro alle sacche rosse, levo le scarpe il casco e metto le scarpe da run e il cappello, mentre mi avvio verso l'uscita mi accorgo che qualcosa balla sulla mia schiena, è il tubolare e la pompa, ho ancora indosso la maglia da bike, torno dal volontario e gli prego di ridarmi la sacca rossa, mi sfilo la maglia e la metto dentro, lo ringrazio e gli chiedo scusa, e lui mi risponde 'ma che scherzi! Vai vai!!' in italiano perfetto, un grande!
Si corre.
Calma, mantieni la calma e non esagerare, accorcia il passo e non strafare. Mi sforzo a rallentare, malgrado questo il primo km segna 5:01, non va bene, rallenta.
5,20 mettiti sui 5,20 al km, e cosi faccio.
La corsa mi piace, è casa mia, sto rilassato, ormai ho in tasca la medaglia, non penso ad altro che alla voce dello speaker che urla il mio nome.
Il percorso non lo conosco, e questo mi piace, si passa nel parco, è bello, è pieno di gente che all'inizio pensavo fosse siciliana in quanto mi dicevano tutti 'Suca!! Suca!!' poi scopro che gridavano una sorta di Super in lingua tedesca. Rido e sono felice, e intanto i km passano, incrocio Pietro e Stefano, ma non vedo Gian Carlo. Il passo è costante, 5,20 spaccato, ai ristori però mi fermo e cammino per bere e mangiare gel.
Finalmente all'iniziare del secondo giro vedo anche Gian Carlo, sinceramente mi ero un po preoccupato, e non per un eventuale sorpasso.
Alla mezza devo a tutti i costi andare in bagno, ho la vescica che sta per esplodere, e (s)fortunatamente non ci sono boschetti deserti lungo tutto il percorso run, devo ripiegare sui bagni chimici... tralascio la cosa.
I km passano e io sto sempre bene, non un accenno di crollo, molta stanchezza, quello si, ma ci sono, e il garmin segna 5,20 ancora, tanto che credevo si fosse impallato.
Ma dal 30°km in poi la sosta ai ristori diventa più lunga, cerco di connettere meglio, ai volontari chiedo water e afferro i gel, mi guardano strano, non ho toccato i sali per niente, solo acqua cola e gel, gel cola e acqua. E riparto sempre allo stesso ritmo. Verso la fine incontro Pietro, mi dice qualcosa su 'un minuto' ma non riesco a capire, io gli dico 'Vallo a prendere Piè, vallo a prendere sto traguardo!' Poco prima del giro di boa in centro a Klagenfurt vedo Stefano che fatica, corre ma fatica, mi dice di riprenderlo, e così faccio.
Mi dice di lasciarlo, di andare avanti, ma ormai mancano pochi km all'arrivo, faccio due conti veloci, e capisco che possiamo stare sotto le 11ore e 30min non lo lascio, continua dirmi di andare, gli dico di stare zitto e risparmiare le energie, e andiamo avanti insieme raccontandoci le peggio cazzate, a sillabe, ma ce ne siamo dette tante. Tante belle ragazze ci incitano, i baci volano a destra e a manca, sarà stato il fascino del body! Superiamo il 38°km, mancano solo 3km all'arrivo, l'ultimo non conta. Arriviamo al parco, un losco individuo da lontano ci fa cenno di muoversi, è quel torinese di Pietro che ci sta aspettando! Facciamo gli ultimi km insieme.
Non ho adesso le parole adatte per continuare a descrivere quello che ho provato in questo ultimo km.
Tutta la fatica e la sofferenza fatta è ormai un lontano ricordo, stiamo correndo verso la gloria, verso quella meta che fino a qualche anno fa era pura utopia, e adesso è li, dietro una curva che si intravede in lontananza, ai lati un mare di gente che urla e grida, è contenta per te, è un brivido unico, un emozione che poche volte nella vita ho provato.
Pietro dice di rallentare per creare distanza tra noi e un altro ironman che stava davanti a noi, io dico di sorpassarlo, nessuno ci può arrivare davanti adesso.
Prima dell'ultima curva il mio Lorenzo mi viene incontro, mi sforzo di non piangere per non farlo preoccupare, lo abbraccio e lo prendo per mano, adesso possiamo andare a prenderci la nostra gloria!
Descrivere tutto il resto è impossibile!


 





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Ancora Pescara, IronMan Italy 70.3 2013

martedì 11 giugno 2013

43 commenti
Ormai è mia, Pescara è mia!
Dopo un inizio burrascoso e odioso, ormai amo quella città!
Parto senza obiettivi particolari, se non quello di partire a manetta da subito. Il combinato 180+5 fatto domenica e il lungo da 30 di corsa di martedì potrebbero aver compromesso il recupero per domenica, ma poco importa, il mio obiettivo rimane quello del 30 giugno, vada come vada sarà un successo.
Arrivo sabato mattina con tutta calma, mare spiaggia birra e relax, prima di cominciare i preparativi della zona cambio.
ZonaCambio... uno squadrone di belle persone presenti quest'anno a Pescara con atleti presidente e staff al seguito, spettacolare, come i nuovi body!
Quest'anno la zona cambio si fa con le sacche colorate, forse un casino (penso) e invece molto meglio devo dire.
Aran è ancora una volta pronta, parto con le profilo alto e tubolari, una chiara sfida alla sfiga che in questi ultimi tempi ha provato ad affrontarmi.
Swim:
si parte dall'acqua alta, boe a 200m dalla riva (lo scorso anno il nuoto è cominciato con i 200m run a causa dell'acqua bassa) triangolo che ci riporta all'interno dell'area protetta dagli scogli.
Il mare è agitato, si parte!
Sto in mezzo alla mischia, niente retrovie, subito arrivano i primi schiaffoni e l'occhialetto destro parte facendo entrare acqua salata... brucia cazzo! provo a togliere l'acqua e ripartire, ma il laccio si è spostato, riprovo a sistemare le cose per altre 4 volte, niente... ormai l'occhio destro è andato, continuo così! Arriverò a riva con l'acquario nell'occhio destro.
Esco dal nuoto riposato, saluto la mia famiglia e vado in zona cambio.
Aran mi aspetta

Bike:

parto subito bene, bevo un gel e mangio metà barretta, saliamo sull'asse attrezzato e comincio a spingere. Ho dolore ai reni, speriamo passi presto.
Niente, non va, mi alzo a pedalare, mi abbasso in posizione crono, pedalo normale, mi fa male la schiena, i lombari bruciano. Cominciano le prime salite, arrivo a Pianella, dolore che non accenna a passare. Se continua così sarà un calvario, e ancora mancano più di 60km e la mezza.
Mangio ancora, bevo acqua e sali, ancora fatico.
Al 45°km ho un lieve cenno di miglioramento, il percorso è ancora nervoso.
Finalmente mi sblocco, non so perchè, e ancora me lo chiedo, ma da li in poi sarà uno spasso. Le salite che portano a Nocciano volano, e comincio a spingere sul serio.
Nessuno mi sorpassa più, metto la freccia a sinistra fissa, è ormai il delirio!
Sull'asse controvento sto fisso sui 37km/h e anche qualcosa in più, i trenini per fronteggiare il vento contro si sprecano, sorpasso anche quelli, qualcuno si accoda a me, e allora spingo per staccarli... e li stacco!
Cazzo c'era dentro le borracce della Powerbar!
Con mio stupore (e anche per qualcun altro ;) ) dalla classifica finale leggo che negli ultimi 35km la media è stata di 37.19km/h!
Arrivo alla dismount line, sto bene cazzo!
Rimetto a posto Aran e vado a prendere la sacca rossa.
Run:

Passo regolare, ogni volta che guardo il Garmin leggo 4,40, ai ristori mi fermo a bere, acqua, sali, cola, 3 gel in tutto e due bicchieri di RedBull che a primo impatto sembrava birra (il colore era uguale, il sapore no).
E' un continuo salutare, mia moglie, mio figlio, mio fratello, mia cognata, Alessandro con la moglie, Diego the president, Kipudda (credo fosse lui)...un sacco di gente che mi incitava!
Riprendo Strong, ma lui era al secondo giro e non stava molto bene, prova a venire con me ma non ce la fa, provo anche a insultarlo, ma mi dice di andare, Giorgio che non ha voluto cedermi il suo braccialetto viola (egoista!) Loredana, Alessio, Marco, ma non vedo Carlo (si ritirerà dopo il primo giro)
Finisco in progressione visto che potevo riuscire a stare sotto le 5ore e 30min.
Ultimo braccialetto e vado incontro a Lorenzo che viene con me a tagliare questo ennesimo traguardo

Una grande gioia e soddisfazione che non è facile da esprimere a parole!


Gianluca Simei

Rank: 48
Overall Rank: 320
BIB: 1159
Division: AK M40-44
Age: 40
State: Monterotondo
Country: ITA
Profession:
Swim: 42:38
Bike: 2:58:57
Run: 1:38:54
Overall: 5:27:08

Congratulations, Gianluca, on your finish!

Swim Details Division Rank: 91
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Div. Rank Overall Rank Gender Rank
Total 1.9 km 42:38 42:38 2:14/100m 91 519 387
 
Bike Details Division Rank: 81
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Div. Rank Overall Rank Gender Rank
55 km 55 km 2:02:29 2:49:09 26.94 km/h


90 km 35 km 56:28 3:45:37 37.19 km/h


Total 90 km 2:58:57 3:45:37 30.18 km/h 81 461 348
 
Run Details Division Rank: 48
Split Name Distance Split Time Race Time Pace Div. Rank Overall Rank Gender Rank
1.4 km 1.4 km 6:25 3:54:39 4:35/km


3.6 km 2.2 km 10:22 4:05:01 4:42/km


5.2 km 1.6 km 7:39 4:12:40 4:46/km


6.6 km 1.4 km 6:37 4:19:17 4:43/km


8.8 km 2.2 km 10:31 4:29:48 4:46/km


10.4 km 1.6 km 7:34 4:37:22 4:43/km


11.9 km 1.5 km 6:31 4:43:53 4:20/km


14.1 km 2.2 km 10:40 4:54:33 4:50/km


15.7 km 1.6 km 7:32 5:02:05 4:42/km


17.1 km 1.4 km 6:29 5:08:34 4:37/km


19.3 km 2.2 km 10:29 5:19:03 4:45/km


20.9 km 1.6 km 7:12 5:26:15 4:30/km


21.1 km 0.2 km 0:53 5:27:08 4:24/km


Total 21.1 km 1:38:54 5:27:08 4:41/km 48 320 216
 
Transition
T1: SWIM-TO-BIKE 4:02
T2: BIKE-TO-RUN 2:37



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Ciclisti, una brutta razza

martedì 28 maggio 2013

8 commenti
Barbotto a fatica...
Barbotto che culo!
Gorolo

Ancora Gorolo

Gorolo ...ccitua!
175°km, si sale ancora...


Il gruppo inseguitore non regge i miei ritmi



Ormai sono lontani, solo 2 mi stanno dietro
 
Ne è rimasto solo uno...


Ormai sono solo sull'ultimo ponte
Foto poco prima dell'abbraccio e bacio al vincitore!


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Nove Colli party!

lunedì 20 maggio 2013

27 commenti

Dopo molto tempo ritorno a scrivere un classico e lungo post/gara, perchè, devo dire la verità, questa pedalata mi è piaciuta molto.
Non mi aveva entusiasmato la precedente e unica granfondo di Roma che feci lo scorso anno, troppo caos, troppe auto lungo il percorso, era come fare una normale uscita in bici, ma in gruppo..
Ecco perchè sono partito per Cesenatico senza troppe aspettative.
Ed invece è stata veramente una grande manifestazione!
Sono arrivato con calma nel primo pomeriggio di sabato e già lungo la strada, che porta alla riviera, era pieno di gente in bici con divise sfavillanti.
Arrivo in albergo e preparo tutto per il giorno dopo, il clima è abbastanza mite, tira molto vento ma decido che metterò solo una canottiera una maglia e lo smanicato della 9 colli che ho trovato nel pacco gara (morirò di freddo per i primi 100km min12° max 16°).
Decido di portare le due borracce più brutte e vecchie che ho, così le sostituisco con quelle che mi daranno ai ristori (alle granfondo non danno borracce ai ristori come negli Ironman, danno bicchieri e ti riempiono le borracce che hai). Farò tutta la gara con le mie borracce più brutte e vecchie! 
Ceno con i due Giancarli in una pizzeria del posto, bruschette pizza birra millefoglie e amaro, come da tradizione ormai.
La sveglia è alle 4,40 faccio colazione sotto le coperte con 6 biscotti Gentilini, uscirò dall'albergo alle 5,10 controvoglia.
Ore 05:35
Trovo l'ingresso della griglia gialla dopo 5km di strada, e li aspetto la partenza in compagnia di altri migliaia di ciclisti.
Parte la gara, tocca a noi, dopo qualche km la strada si allarga e mi metto dietro a un gruppone. La media è alta, comincio a pensare che pagherò cara questa cazzata. 37 la media del 4° lap (impostato ogni 5km)
Ma non importa, oggi è solo allenamento.
Cominciano le salite, tutto bene, le affronto con calma e senza problemi.
Tutto questo fino al Ciola, al 70°km circa.
Arrivati al cartello che annuncia il famoso Barbotto la stanchezza comincia a farsi sentire, e la schiena comincia a far male.
Molto impegnativa, ma ancora fattibile, si fatica molto ma pian pianino si procede.
Poi vedo un cartello giallo in lontananza, dico fra me e me 'siamo arrivati, dai che è finita!' ...ma il cartello diceva...

Cazzo, 1km al 18%!
Hahaha!! Comincio a ridere come un coglione, e arranco e impreco cercando di non fermarmi... mai sofferto tanto in bici. Arrivo finalmente in cima e al ristoro faccio spesa.
I ristori.
Non ho mai mangiato tanto in gara, in totale quello che ricordo: 3 panini con prosciutto, 3 piadine (a spicchi che avete capito!), 5 pezzi di torta di mele, 6 pizzette rosse, 2 pezzi di crostata, 2 cereali, 3 banane, cola, sali, e caffè.
Una nota di merito va sicuramente al 'Ristoro abusivo' dove c'era una bella grigliata di salsicce e vino, ma si trovava su una curva in salita sul Ciola, decido di non fermarmi, temevo per la ripartenza. (e non per la salita...)
Le salite le soffrivo molto, ma non mi spiegavo come mai dopo aver recuperato in discesa la voglia di spingere  ritornava e i dolori passavano, saranno stati i panini.
Passano anche in questo modo le restanti 5 salite, tanta fatica al momento che poi svaniva nello scendere.
Arrivato finalmente in cima al Gorolo, la fatica è finita, ora si scende e si torna a casa.
La discesa è lieve ma lunga, la velocità è alta, purtroppo per me non c'è nessuno da seguire, sono solo, al bivio delle due distanze quasi tutti hanno tirato dritto per i 130km.
Finisce la discesa e comincia la pianura, davanti a me vedo un solitario, voglio raggiungerlo così ci aiutiamo. Comincio ad andare a 40 e dopo qualche minuto lo riprendo, gli dico 'Ci aiutiamo fino all'arrivo?' mi dice di si, comincio a stare avanti, ormai ero lanciato, ma al primo cavalcavia lo perdo, merda...
Visto che ci sono proseguo da solo allora.
Continuo a una media di 36, mancano 20km all'arrivo. Dopo un pò sento delle voci dietro, sta arrivando un gruppone di una decina di ciclisti, bene. Non rallento, spingo sempre, vediamo se mi riprendono...
Mi riprendono.
Mi accodo a loro finalmente.
Si gira a sinistra e si entra in una stradina che costeggia i campi, il capofila rallenta, andiamo a 25 e nessuno lo passa, i primi si affiancano e basta.
Faccio lo spaccone, mi rimetto avanti io e riparto a 30, vento contro.
Dopo poco mi giro e vedo che solo uno mi segue, tutti gli altri hanno mollato, ultimo cavalcavia e giriamo per il lungomare.
Arrivo al traguardo insieme a questo sconosciuto, molto sportivamente non mi sorpassa anche se negli ultimi metri avevo rallentato.

L'arrivo (Arco bianco in fondo)
Una grande gara la Nove Colli, devo ricredermi sulle GranFondo, anzi, solo su questa per ora.
Percorso chiuso al traffico, organizzazione perfetta, pasta e birra all'arrivo.
Bella bella davvero, bravi!
Medaglia e birra (la seconda)

PS.
Per i malfidati...


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