oscar pistorius
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Il TAS: Pistorius sia riammesso alle gare

venerdì 16 maggio 2008

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Questa è una bella notizia!

Oscar Pistorius può gareggiare ovunque voglia. Contro chi desideri. Anche nelle manifestazioni internazionali, a patto (ovvio) che ottenga il cosiddetto "entry standard" (per capirci: il minimo). Non è più un'opinione. E' una sentenza, definitiva, prodotta questo pomeriggio dal TAS, il tribunale arbitrale dello sport di Losanna, che ha così rigettato la decisione della IAAF - indotta da uno studio tecnico dell'Università di Colonia - di escludere dall'attività dell'atletica il quattrocentista biamputato sudafricano. Le protesi di Pistorius, le famose "cheetas", non avvantaggiano Pistorius. Lo dice sempre il TAS, che in particolare afferma che lo studio non dimostra in maniera incontestabile l'esistenza di vantaggi metabolici nell'utilizzo delle protesi.

(m.s.) In questi mesi, in tanti hanno scritto (troppe) cose su Oscar Pistorius. Non voglio (scusate, ma una volta ogni dieci anni ci si può anche concedere di parlare in prima persona) aggiungermi a questo sterminato esercito di opinion-leaders, di scienziati della parola, di depositari di ogni forma di verbo, di professionisti della certezza. Mi limito però solo ad una, amara, considerazione. Ci sono pochi vincitori in questa storia, ed una grande sconfitta: l'atletica. Che si sia dovuti arrivare al TAS per stabilire che un uomo privo delle gambe non trae vantaggio dal suo essere "diversamente abile", è il trionfo dell'assurdo. Che l'atletica non abbia saputo cogliere autonomamente, e con i giusti automatismi, il valore di una sfida che avrebbe restituito significato, primato a tutto lo sport, fa male, fa davvero male. In quei giorni, dopo il Golden Gala, l'ho chiesto a tanti, senza ricevere risposta: a che serve lo sport? A che cosa serve, questo benedetto sport? La risposta va letta negli occhi di quelli che, grazie a Pistorius, hanno scoperto che esiste un mondo "altro". E l'hanno finalmente guardato senza pregiudizi. Può l'atletica non andare fiera di questo? Grazie Oscar. Ci vediamo al Golden Gala, casa tua.

Nella foto, Oscar Pistorius al Golden Gala 2007 (Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL)

fidal.it
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Oscar

lunedì 30 luglio 2007

3 commenti
Penso che anche se è leggermente avvantaggiato dal molleggio delle lame, non è giusto che venga a priori escluso dalle olimpiadi di Pechino.
Anche perchè proprio avvantaggiato non si può dire, la foto parla da sola.
Indipendente da quello, lo svantaggio che ha sulle curve e sulla partenza non so fino a che punto lo possa recuperare sui rettilinei. A Roma è stato il peggior tempo di partenza, è vero che poi si è piazzato secondo, ma credo che si sono fatti tutti allo stesso modo un gran culo.
Non mi pare di aver visto poi tanta diferenza tra la sua corsa e quella dei normoatleti, il problema che si pone la IAAF sarà sicuramente "e se poi vince l'oro?", non mancheranno le polemiche, ma quelle non sono mai mancate e mai mancheranno.
In fondo non è che corre con un motore aggiuntivo e suoi tempi sono da record, anzi, deve ancora sudare per qualificarsi ai mondiali o alle olimpiadi, e anche parecchio.
Io sono con lui, merita tanto, non perchè è da compatire o cose del genere, ma solo perchè se lo merita.
Corrono atleti dopati e se ne accorgono mesi dopo che hanno preso il titolo di campioni.
Ma tanto chi correva con loro quel titolo non lo avranno più.
E questo è giusto?

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