Il blog di un podista amatore e triathleta
Maratone
Nove Settembre 2o2o, facciamo un veloce recap.
Finito il lockdown ci sono timidi tentativi di ritornare ad una vita quasi normale, anche se non terneremo mai più alla vita di prima, troppi fattori hanno inciso la nostra testa per sempre.
Ma le gare ancora non si fanno, qualche granfondo si, di corsa neanche a parlarne, ad oggi ancora danno per certa Venezia, ma ho come l’impressione che farà la fine di Cervia, aspetteranno gli ultimi giorni per posticipare tutto al prossimo anno.
Purtroppo il virus, malgrado i negazionisti, ancora c’è, e assumersi la responsabilità di creare dei nuovi focolai è un rischio che nessuno vuole assumersi, ma quei pochi che lo fanno, a mio parere, fanno bene, l’importante è farlo con le dovute precauzioni che ormai sappiamo applicare tutti a memoria, anche se non ci chiedono di farlo.
Cosa ho fatto io nel frattempo? ...niente.
Qualche corsa fino a giugno, poi solo bici, senza grandi pretese, lo spostamento delle gare programmate per questo 2o2o mi hanno tolto definitivamente lo stimolo di allenarmi.
Ma sto bene, senza grandi preoccupazioni sulle varie prestazioni (non che ne avessi mai avute negli ultimi 5 anni) con un solo pensiero in testa, quello di poter arrivare in discreta forma per maggio del prossimo anno.
A proposito, lei è Nat
Eva, la Caad è passata nelle mani del militare di casa, e finalmente posso godermi anch’io le salite, addio al 39-25, con Nat non ci sono pendenze che possano intimorirmi.
Posso dire, dopo 12 anni, di essere un ciclista.
- Dai ti ho visto su Strava, ti stai allenando alla grande
- Ma se esci in bici tutte le domeniche!
- Ti alleni 5 volte a settimana, a chi la racconti
Ho passato gli ultimi anni a cazzeggiare correndo, a girovagare sulla bici e più raramente a fare il bagno in piscina, questo per tanti cattivi motivi ormai passati, ma certe cose sono difficili da risistemare e quando ci riesci ti accorgi che comunque non le stai facendo più come le facevi una volta, perché i punti di vista ormai sono completamente diversi.
Nonostante questo negli ultimi tempi queste 'uscite' mi hanno permesso di poter tornare 8 mesi fa ad andare laddove mi piace più stare, a piedi scalzi sulla sabbia fresca di primo mattino con indosso una muta la cuffia e gli occhialetti.
Ma per fare questo non mi sono allenato, mi sono soltanto preparato per poter gareggiare.
Cosa significa allora per me allenarsi?
Allenarsi vuol dire...
Avere le sacche sempre pronte in macchina con almeno due cambi per correre per pedalare e per nuotare.
Avere una tabella di allenamento da rispettare più dei DPCM
Avere le testa concentrata almeno 12 ore al giorno sull'obiettivo da raggiungere.
Essere incazzati quando si deve saltare un allenamento.
Essere sfiniti il giorno dopo perché oltre a quello che avevi in tabella hai recuperato l'allenamento perso del giorno prima.
Andare a nuotare in boxer perché hai dimenticato il costume sullo stendino.
Uscire in bici per 100km e non fermarti a perdere tempo per un caffè.
Avere le gambe e le spalle indolenzite al punto giusto da renderti felice e soddisfatto.
Mettere ad asciugare sul cruscotto il completino tirato fuori dalla lavatrice al mattino che ti servirà per il pomeriggio.
Finire un allenamento e pensare che avrei potuto fare di più.
Andare a letto e prima di addormentarsi pensare a quello che hai fatto e a quello che dovrai fare domani.
Avere quel senso di appagamento a fine giornata che niente altro può darti se non un buon allenamento.
Quando nella mia mente scatta l'interruttore che accende la luce nella stanza della consapevole e ricercata sofferenza.
Ecco, questo per me significa allenarsi.
Perciò quando dico che non mi sto allenando intendo che non sto facendo e provando tutto questo, anche se corro nuoto e pedalo per 7 giorni alla settimana.
Molta gente comune in questo periodo ne ha sentito parlare a sproposito senza capirne inizialmente lo scopo per poi lentamente conoscerne meglio il loro utilizzo, un pò come quelli che si sono accorti nell'ultimo mese che il running è uno sport praticato da moltissima gente.
Da qualche mese però sono impossibili da ordinare online, visto che siamo tutti reclusi in casa molti hanno pensato di acquistare le ultime rimanenze, che rispetto al prezzo di listino, già a febbraio, avevano raggiunto il limite della speculazione. Qualche sito inserisce anche la data di riassortimento per poterli preordinare, peccato che il rincaro arriva anche a +200 euro sempre rispetto al normale prezzo di listino.
A Settembre scorso, un eternità fa, quando ho cominciato a frequentare il centro sportivo, ho iniziato a seguire qualche lezione di spinning con spinbike molto all'avanguardia, da li avevo quasi partorito l'idea di ricomprare i rulli, se non fosse che ogni tanto, spesso, devo comprare un copertone da consumare sul cilindretto e perché difficilmente metto Aran sui rulli per tanti buoni motivi.
I rulli con trazione diretta invece, non avendo bisogno della ruota permettono di agganciare la bici direttamente sul pacco pignoni, questo fa si che gli allenamenti siano più specifici e tecnici, permettendo di concentrarsi esclusivamente sulla pedalata e alla relativa tecnica, se a questo si abbina poi un software training che regola in automatico la resistenza in base al percorso scelto, siamo al top dell'allenamento indoor.
Tutte cazzate.
Funzionano diversamente, ma alla fine i rulli sono come le biciclette, ti prendi il modello nuovo perché ti piace e fa figo, hanno tutte due pedali due ruote e un manubrio e anche i rulli hanno un rullo e una frizione, quelli a trazione diretta non consumeranno i copertoni ma consumano corrente. Sinceramente non capisco tutto questo accanimento, io continuerò imperterrito ad allenarmi sui miei fidati rulli meccanici e con orgoglio comprerò un nuovo copertone ogni volta che ce ne sarà bisogno, non scenderò mai a compromessi, sono e rimarrò un ciclista della vecchia guardia.
Per avere un idea di come sono fatto, quando alle elementari la maestra raccontò la storia di Esopo sulla volpe e l'uva ci chiese cosa avevamo imparato da quella storia, io risposi che le volpi non mangiano le verdure e che aveva fatto bene ad andarsi a cercare qualcos'altro da mangiare.
Una di queste sappiamo già che sarebbe stata la granfondo Novecolli e l'avrei affrontata per l'ennesima volta con Eva, la mia CAAD 5, con lei ormai c'è un consolidato e duraturo rapporto odio/amore, se non fosse per il suo 53/39:11/25 9V sarebbe stato sicuramente solo amore.
In previsione dunque della Novecolli e in concomitanza con la mia pessima forma degli ultimi dieci anni, decido di provare a mettere un rapporto più agile per agevolarmi, appunto, la pedalata in salita, l'unica cosa però che posso fare è arrivare ad aggiungere un 28 al pacco pignoni sacrificando il 13 (molto volentieri), i 9 rapporti e la catena non mi permettono molte alternative.
Ordino il 28 denti e una volta arrivato lo inserisco nel gruppo, con molta sorpresa il lavoro viene bene e senza intoppi.
- allenare la gamba
- cambiare la bici
Ora non devo far altro che pensarci su e decidere.
Fatto.
Il Challenge Riccione previsto per il prossimo 5 Maggio, rimandato al 2021, la granfondo Novecolli prevista per il 24 Maggio rimandata al 23 Maggio 2021.
Solo l'Ironman Austria sembra voglia farsi attendere, anche se hanno già annullato tutte le competizioni europee fino a Giugno, sarà solo questione di giorni, intanto l'albergo l'ho già disdetto, se anche fosse che (molto improbabilmente) decidano di svolgerla sarà praticamente impossibile per me affrontarla, senza lunghi e senza allenamenti specifici.
Ho fatto molta fatica a riprendere ritmi decenti, lo scorso anno ho ripreso a fare qualcosa molto gradatamente, ho allungato la bici in estate e a settembre ho ripreso a nuotare, poi a Ottobre ho sfidato me stesso in un 70.3 in Puglia con buoni risultati, vista la forma anche ottimi, la mia prima mezza maratona in due ore, ma la soddisfazione di improvvisarlo ha vinto su tutto.
Non resta allora che aspettare e vedere come proseguirà la vita nei prossimi mesi, anche se sono convinto che per quest'anno è tutto rimandato fino a che non si trovi la cura o il vaccino, fino ad allora siamo e saremo tutti soggetti al CoViD-19.
Nel frattempo in molti si sono inventati sfide assurde e gare virtuali, da VR3 di Ironman alle sfide giornaliere su Zwift, qualcuno che corre maratone intorno al tavolo o sul balcone di casa e chi nel cortile o chi sul terrazzo di casa.
Chi può osare di più invece si chiama Frodeno, Jan Frodeno, lui invece si fa un Ironman completo a casa, 3.8km di nuoto nella sua piscina "motorizzata", 180km sui rulli in bicicletta e 42km sul bel tappeto magico, in appena 8 ore e 30 circa, minuto più minuto meno, il tutto anche per raccogliere fondi (200k euro) per un'associazione della sua città.
Io invece me ne rimango tranquillamente in attesa sul divano che tutto ciò finisca, speriamo il più presto possibile, non mi chiedete di sfide virtuali, corse sul terrazzo... come spesso dico, gli occhi della tigre se sò spenti, quando sarà, se sarà, ricomincerò, ma non è questo il momento.
Quasi 4 mesi fa erano passati 4 anni e 4 mesi dall'ultima volta che avevo indossato un body e una muta, tanti, forse troppi.
Ho deciso di prendere parte a questa gara lontana di posto e di data per vivermela in solitaria, lontano da tutto e da tutti per provare a concentrarmi su me stesso e vedere se ancora mi piace quello che una volta amavo fare, per vedere se effettivamente voglio ancora fare questo sport, per ritrovarmi, per rimettermi in gioco, per ricominciare, per finire.
Gli allenamenti fatti mi hanno dato la certezza di poter completare la distanza del mezzo, la nuotata in vasca da 50m all'aperto sui 2000m senza aiuti alcuni l'ho fatta e senza l'ombra di crampi (quello che mi preoccupava di più), in bici non ho avuto problemi, superati i cento diverse volte senza particolari affanni, la corsa... il lungo più lungo è stato di 17km, ma poco importa, la voglia di riprovare la sensazione di stare in mezzo alla calca in mare è tanta e se in corsa accuserò il colpo vorrà dire che me lo merito, pazienza.
Come immaginavo, lo stare in fila aspettando il mio turno per entrare in acqua non mi emoziona molto, giusto quel poco come premio per gli sforzi enormi fatti negli ultimi mesi, perchè ripartire da zero dopo quattro anni e fare una gara su queste distanze mi ha richiesto uno sforzo non indifferente, fisico ma sopratutto mentale e reindirizzare la testa su certi ritmi rimane, ancora oggi, la cosa più complicata e svogliata che ho.
Si sta in acqua tutti insieme, da quando hanno messo il rolling start o come lo chiamano non ho piu gareggiato e la cosa non mi dispiace.
Il giudice e lo speaker stanno traccheggiando con la tromba dello start e mentre uno dice di fare una prova l'altro schiaccia il pulsante e la tromba suona e i primi partono e lo speaker dice di fermarsi e il giudice conferma lo start ...cominciamo bene.
Nuoto rilassato con la muta che mi ha prestato il mio amico Strong, che mi ha prestato anche il body, che mi calza a pennello, che di amici così se ne trovano pochi (non per la muta), malgrado i chili in eccesso.
Rispetto al mio ultimo mezzo ho abbondantemente ottomila grammi di zavorra da portarmi dietro, in bici e nella corsa, ma che in acqua mi aiutano a galleggiare ulteriormente facendo un ottimo 35:33 su 1921m in acque libere, l'ottimo ovviamente riguarda i miei standard.
Esco dal mare contento, divertito, abbastanza riposato, tranquillo al punto che presa la sacca del primo cambio mi metto seduto, sfilo la muta e con tutta calma infilo i calzini le scarpe e i guanti.
Il pettorale è attaccato con spille da balia e nastro isolante a un elastico di un impermeabile rimediato in auto, ho dimenticato di portare l'elastico e altre cose, ma non sto qui ad elencarle tutte, mi ci vorrebbe mezza giornata.
Vado a prendere Aran, il pomeriggio prima ho tolto la lenticolare per il troppo vento, già ho da faticare di mio ci manca solo lo sbandamento laterale. Il percorso prevede una salita non troppo impegnativa ma con tratti importanti, brevi ma intensi e per come sto messo segneranno le mie gambe per il resto della giornata.
Scendo dalla bici finito, ma nonostante tutto inizio a correre, i primi 7 km vanno malissimo, non ho mangiato abbastanza in bici e sto in riserva e so benissimo che se mi sono accorto di stare in riserva ho già perso. Alla fine del primo giro di 7 km accenno al ritiro, ma mi trascino ancora per qualche metro, al passaggio in Borgo Egnazia mal che vada me ne vado direttamente in camera. Tiro lungo ancora, trascinandomi tra gli ulivi secolari arrivo alla fine del secondo giro e a questo punto decido di trascinarmi fino al traguardo.
La mia prima mezza corsa in due ore e zero quattro, anche se ho rasentato il passo svelto non mi sono mai fermato e taglio il traguardo ...felice? No, non mi sono divertito, ma sono soddisfatto, di avercela fatta ancora una volta, belli gli ulivi, bello il mare, belli i trulli, bello bello tutto...
Di una cosa però vado fiero, ogni giorno che passa, ogni allenamento che faccio, ogni cosa che vedo, ogni momento che vivo scopro di nuovo chi sono veramente e quando ripenso che a inizio maggio farò il Challenge a Riccione, a fine Maggio la Nove Colli e a Luglio l'Ironman in Austria, mi odio, mi detesto e mi ripudio, ma prima o poi questa ostinata voglia di continuare a fare sport finirà.
Sono anni che me lo ripeto e sono anni che continuo a fare sempre gli stessi errori, iscrizione dopo iscrizione, vengo sempre sopraffatto da questa inerzia iniziata anni fa che non accenna a fermarsi e quando provo a farlo eccola che torna alla carica a ricordarmi che a comandare è sempre lei, facendomi sbagliare, costantemente, nel tempo.
L'unico modo allora di combatterla è affrontarla in ogni gara, riflettendo su essa, pensando a me stesso, alla strada percorsa, al traguardo da raggiungere, per giungere poi sempre alla stessa conclusione, allo stesso pensiero, alla prossima gara da fare.












